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Centro Volontari della Sofferenza

Un'associazione di persone che camminano accanto a ogni uomo che soffre e che fanno del dolore umano una strada di santità.

Responsabile: Signora Lucia MAIOLINO

Indirizzo: via B. Croce, 157

Località: Pescara

CAP: 65126

Tel: 08562834

Web: www.sodcvs.org

Il CVS è: - Un’Associazione di persone sofferenti che assieme a soggetti sani, fratelli e sorelle degli ammalati e alla Lega Sacerdotale Mariana, condividono la medesima opera di apostolato.

La sua finalità è: - Vivere la vita partecipando al mistero pasquale di Cristo ed essere Suoi discepoli/apostoli, valorizzando ogni situazione di sofferenza, secondo l’intuizione carismatica di mons. Luigi Novarese.

Il suo scopo è: - La promozione, umana e spirituale della persona sofferente, che li renda soggetti attivi e, quindi, capaci di progettare la propria esistenza, sia spirituale e sia sociale.

I destinatari sono: -Le persone che vivono ai margini dell’ambito parrocchiale, familiare e istituzionale in genere e tutte quelle altre che desiderano essere compagni di viaggio accanto a loro.

Le sue modalità sono: Integrarsi nelle attività pastorali della diocesi e delle singole parrocchie promuovendo “l’Apostolato dell’Ammalato per mezzo dell’Ammalato”.

Mons. Luigi Novarese, il nostro Fondatore:

- Un ragazzino che, nel primo quarto del secolo scorso, fu colpito da una grave e lunga malattia e fu miracolato per intercessione della Madonna. La sua vita cambiò direzione in una fervida vocazione al sacerdozio”. Da sacerdote ebbe, appunto, l’intuizione di divulgare l’evangelizzazione nel mondo dei sofferenti: la sofferenza vissuta come risorsa personale in risposta alle richieste della Madonna a Lourdes e a Fatima.

E' con la sofferenza che Cristo Gesù ha assunto il ruolo dell’Evangelizzatore nel mondo.

Gesù, con la sofferenza ha salvato l’umanità. (Is 53, 2-6; Mc 8, 34 -35)

L’evangelizzazione deve essere svolta anche dalle persone sofferenti poiché loro possano essere soggetti attivi nel testimoniare il Cristo. (Cfl 53)

La missione del Volontario della sofferenza e la sua ministerialità nel Corpo mistico è

quella di essere mandato da Cristo per rendere un servizio alla Sua Chiesa. (Mt 28, 19-20)

La consapevolezza del Volontario della sofferenza è quella di non considerasi come esclusivo fruitore dell’amore e del servizio della Chiesa, ma anche soggetto attivo e responsabile dell’opera di evangelizzazione e di salvezza. (Cfl 54)

Il ruolo che ha nella Chiesa il Volontario della Sofferenza è quello di mettere in pratica le richieste che Gesù ha fatto, per essere Suoi discepoli/apostoli. (Gv 13, 13-15)

Il CVS, per non lasciare nulla al caso e/o “al fai da te”, è coordinato nella formazione dai “Silenziosi Operai della Croce” con un programma nazionale. I “S.O.d.C.”, curano il percorso formativo che è unitario e in simbiosi con il Cammino Liturgico programmato dalla Chiesa.

Il Volontario della sofferenza si prefigge, nel suo apostolato specifico di servizio:

  • l’evangelizzazione attraverso un “piccolo gruppo” inserito nella parrocchia, in sintonia d’intenti con il parroco;

  • di offrire un cammino apostolico, “facendosi compagno di viaggio” di quei parrocchiani toccati dalla sofferenza, aiutandoli ad uscire dallo stato d’afflizione del: “perché…

proprio a me”;

  • di coordinare incontri formativi spirituali per crescere nell’apostolato;

  • di realizzare l’espressione di “Chiesa presso le case”, laddove il sofferente è impossibilitato a recarsi in parrocchia;

  • di promuovere una sinergia tra le diverse realtà dei consigli pastorali parrocchiali,

per cooperare nella ricchezza delle diversità;

  • di attivarsi accanto al Vescovo, nelle Consulte diocesane, e testimoniare il Cristo nell’Unità dentro e fuori la Chiesa locale.

Certamente il cammino apostolico del CVS si pone su di un delicato percorso in salita e

le resistenze che spesso si riscontrano da parte della comunità, sono ancorate nei

preconcetti “filosofici” secondo cui:

  • il sofferente, in quanto tale, anche se vive lontano da Dio, ha minori obblighi; per cui gli si applicano dei forti sconti, dei veri e propri SALDI, tanto da considerare veniale ogni sua mancata responsabilità cristiana.

  • il sofferente è reso tale da Dio perché LUI manda i castighi per colpe commesse da altri, magari dai suoi parenti più prossimi. (Gv 9, 1-3)

Nelle realtà parrocchiali, come nella vita sociale del territorio, la partecipazione dei sofferenti è posta spesso ai margini, poiché limitata alla sola assistenza sociale e/o all’esclusiva fruitività dei servizi sacramentali. Pertanto si riscontrano delle abitudini che limitano le persone sofferenti nel loro essere soggetti attivi, ledono il rispetto della loro dignità e condizionano lo sviluppo delle consapevolezze. Le resistenze che spesso si riscontrano da parte del sofferente, risiedono nelle abitudini ad essere ricevitori di attenzioni e di coccole. Essendo, dunque, esclusivamente troppo spesso assistenzializzati, i sofferenti hanno maggiori difficoltà a realizzarsi integralmente.

Il piccolo gruppo” offre la possibilità di ridurre le suddette difficoltà, consentendo di uscire dall’angolo dell’isolamento familiare, parrocchiale e sociale e di vivere positivamente il tempo di sofferenza, attivandosi in percorsi formativi, mirati allo sviluppo integrale della persona sofferente, tramite un progetto proposto da altre persone sofferenti che non vivono nel tormentone dell’auto-commiserazione. La sofferenza, anche se umanamente non desiderata, non va sprecata lasciandola nella sua inutilità, ma va accettata e vissuta per essere valorizzata e donata.

Pertanto ben si coniuga l’affermazione profetica di San Paolo:

Quando sono debole, è allora che sono forte” (II Cor 12,10)

QUESTO è L’APOSTOLATO DEI VOLONTARI DELLA SOFFERENZA E LA LORO MINISTERIALITA' NELLA CHIESA DI CRISTO!


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