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San Giovanni Battista

San Giovanni Battista
Parrocchia "S. Giovanni Battista" di Rosciano (PE) nella Forania di Cepagatti

Un po' di storia

piazza Della Chiesa, 3 65020 Rosciano, frazione Villa San Giovanni (Pe)

tel. 085847611

 

Dalle notizie pervenutemi da alcuni fedeli, la storia di Villa San Giovanni, attuale frazione del Comune di Rosciano, è indissolubilmente legata alle secolari vicende della sua chiesa ubicata al centro del paese, oggi dedicata a San Giovanni Battista, ma che nelle varie epoche storiche ha assunto diverse denominazioni.

I primi riferimenti su Villa San Giovanni sono rinvenibili nei carteggi dell’Abbazia di San Bartolomeo di Carpineto, nei cui possedimenti era compresa la chiesa di “San Giovanni in Balnea”, più volte sede di “placitum” nella metà del XII sec., ovvero assemblee alle quali partecipavano l’abate di San Bartolomeo ed i rappresentanti dei castelli e villaggi del circondario. Il toponimo “Balnea” si riferisce ad un antico insediamento termale d’epoca romana, di cui parlano anche alcuni documenti medievali.

Agli inizi del XIII sec. il territorio di Villa San Giovanni era feudo dei Cavalieri Templari, che quivi edificarono la chiesetta di Sant’Andrea. Successivamente, nel 1316, in seguito allo scioglimento dell’ordine templare, la chiesa di San Giovanni ed il pertinente territorio furono costituiti in “commenda” a favore del Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano, ovvero dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, approvato dal papa Pasquale II nel 1113 e che, attraverso varie vicende, diventerà dal 1530 l’Ordine dei Cavalieri di Malta. Tracce dei Cavalieri di Malta qui a Villa S.Giovanni sono ancora visibili nelle due croci, dette proprio di Malta, evidenziate negli angoli superiori della facciata della chiesa parrocchiale, e nella croce scolpita sull’acquasantiera d’ingresso a forma di conchiglia.

Nel 1652 il cavaliere Ostilio Alferio Aquilano è titolare della Commenda di Villa S.Giovanni e a lui si deve la ricostruzione  e conseguente riedificazione della nostra chiesetta come ne attesta l’iscrizione incisa sotto lo stemma araldico dell’Alferio Aquilano  che successivamente venne trasportata nella casa che fiancheggia la canonica e in seguito ad un rinnovamento edilizio fu murata.

Tale iscrizione riportava: “Ecclesiam S. Joannis Hierosolimitani jamdiu ad terram collapsam / Fr. Ostilius Alferius Aquilanus Eques et Commendatarius / readificavit anno salutis 1652”.

Nel 1662, dieci anni dopo la riedificazione della chiesa, il successore dell’Alferio Aquilano, tale Marcantonio (Reverendissimus Dominus Fidelis Deo), fece realizzare il primo edificio in laterizio del paesetto, come si ricava dalla seguente iscrizione: “SUMPTIBUSETPIETA / TE R.D.F.D.MARCIANTO / NIIVILLE EPIPHANIIA FU / DAMETIS.COSRUCTA / ADMDCLXII”.

Quello a ridosso della metà del XVIII secolo è un periodo importante per l’edilizia sacra dei paesi del circondario roscianese: nel 1754 è edificata la chiesa dell’Assunta a Villa Badessa (undici anni dopo, cioè, l’arrivo delle 18 famiglie arbreshe); nel 1748 si restaura S.Giovanni Gerosolimitano ed è probabile che a tale data risalgono gli affreschi e le decorazioni che ancora oggi ornano l’interno dell’edificio; infine, nel 1774 sono conclusi i lavori di ampliamento della chiesa arcipretale di Rosciano e nello stesso anno Nicola Ranieri da Guardiagrele ne conclude il dipinto su tela del presbiterio raffigurante San Giovanni Battista e che si riferisce ad una delle chiese minori sottoposte all’Arcipretura roscianese (ovvero proprio San Giovanni Gerosolimitano).

Nel 1751 il nostro paesetto era denominato Villa di San Giovanni” e, come testimonia l’Antinori, era “ridotto di poche capanne, e d’alcune case presso alla Chiesa del Santo, e di quei coloni i quali coltivano i terreni d’essa Chiesa intorno a quella”. La chiesa di San Giovanni Gerosolimitano non era costituita a parrocchia: era unita, infatti, all’Arcipretura di Rosciano a titolo di semplice cappellania.

Agli uffici del culto provvedeva un sacerdote cappellano che, però, non aveva la cura delle anime. Con la soppressione della feudalità nel 1806, la Commenda di S.Giovanni Gerosolimitano passò al Demanio e nel 1812 il re di Napoli Gioacchino Murat la vendette a diversi proprietari, fra i quali è da ricordare tale Gaetano De Laurentiis di Chieti.

Nel 1829 diventa sacerdote cappellano di San Giovanni Gerosolimitano tale Giovanni Razzani, che nel 1857 diventa il primo rettore della Pievania curata indipendente di “San Giovanni Battista”, come ricorda una lapide posta all’interno della chiesa. La chiesa di San Giovanni Gerosolimitano, divenuta quindi parrocchia di San Giovanni Battista (che la tradizione popolare chiamava “San Giovanni dei pagliari” per via delle numerose case di terra, o pagliari appunto, che la circondavano) era priva del colonnato e del frontone, elementi architettonici di gusto neoclassico aggiunti solo nel 1930 dal parroco don Giulio De Iuliis. (a cura di Giovanni Campoverde, parroco)