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San Giovanni ap.

San Giovanni ap.
Parrocchia "S. Giovanni Ap. ed Ev." di Montesilvano (Pe) nella Forania di Montesilvano

Cenni Storici

E' il primo ottobre 1971 quando don Mario Nistri riceve la nomina come parroco di S. Giovanni Apostolo: proprio nell'estate di quell'anno era avvenuta l'erezione della parrocchia. Sul nome don Mario ha le idee chiare: "Dato che nel territorio c'è una zona occupata dagli alberghi - racconta oggi - si è pensato che, essendo queste strutture destinate ad accogliere quanti vengono a Montesilvano, sarebbe stato giusto intitolare la parrocchia a colui che ha accolto in casa sua un'ospite così illustre come la Madre di Gesù, ossia S. Giovanni Apostolo. D'altra parte - prosegue don Mario - era necessario che fosse proprio la Madonna a vigilare su tutti noi". Proprio per sottolineare il ruolo di protettrice svolto dalla Vergine, la sua statua, realizzata da Michele Caporale ed offerta dalla famiglia Cipriani, viene sistemata sul lato sinistro della facciata, in una posizione che sembra una "garitta", cioè tale da consentirle di esercitare la sua opera di vigilanza sulle case dei parrocchiani che da lì domina.

E' il periodo in cui, essendo la chiesa ancora in costruzione, don Mario da un lato s'improvvisa operaio e sale sul tetto per dar man forte all'impresa che porta avanti i lavori, dall'altro da il via all'attività ecclesiastica. Non gli mancano gli aiuti. Nel periodo compreso tra il 15 ottobre 1971 ed il 29 luglio 1972, in mancanza di locali, la cappella è costituita da un locale di ottanta metri quadri situato al pianoterra di un palazzo rosso che si trova all'angolo tra viale Europa e via Piemonte, di proprietà dell'impresa edile D'Andrea. L'ufficio si trova, invece, in una stanza al pianoterra dell'allora African Night in viale Europa.Intanto va avanti l'opera di costruzione della chiesa, necessaria, per la celebrazione della S. Messa, l'amministrazione dei Sacramenti e la catechesi. Il terreno viene individuato nella zona posta all'angolo tra viale Europa e via Emilia: "Lì - ricorda don Mario - esisteva un sito, recintato con rete metallica, donato dalla signora Eleonora Liuzzi per la costruzione di un Sacro Cuore della Beata Vergine Immacolata. Vi erano stati eretti all'aperto un altare di cemento, una croce in graniglia rossa ed una colonna in mattoni sormontata dalla statua in marmo raffigurante l'Immacolata".
Il progetto di costruzione della chiesa viene affidato all'ingegner Mariano Volpe, mentre ad occuparsi materialmente della costruzione è l'impresa edile Di Pietro Migliorino e Fratelli Centorame. I lavori iniziano nel marzo 1972. La rapidità con cui si concludono è davvero sorprendente: infatti, quando l'edificio di culto viene aperto al pubblico dall'allora Arcivescovo di Pescara-Penne, S.E. mons. Antonio Jannucci, è il 30 luglio 1972.

Fin dalla sua erezione, la parrocchia ha i confini attuali: a sud si arriva fino a viale Abruzzo, ad Ovest fino al tracciato della ferrovia, ad est fino al mare Adriatico e a nord fino al fiume Saline.
Nella chiesa sono presenti, fin dall'apertura, alcune opere che ancora oggi si trovano al suo interno.
Tra quelle in legno si segnalano i banchi offerti da alcuni fedeli e realizzati dalla ditta Spinelli di Carate di Brianza. Per quanto riguarda le sculture ci sono invece: un crocifisso opera di Michele Caporale donato dallo stesso don Mario; la statua della Madonna orante di cui si è gia detto; la statua di S. Giovanni Apostolo realizzata dalla ditta Stuflesser di Ortisei, in provincia di Bolzano, e donata dalla famiglia Franzoia.
Ricca è, inoltre, la presenza di opere pittoriche. Lungo le mura interne dell'edificio viene sistemata la Via Crucis composta da quindici tavolette in pressato da 8 mm. Ci sono, inoltre, i Misteri della Gioia e della Gloria, dieci tavolette dello stesso materiale e formato, che, come la Via Crucis, sono opera del professor Alberto Torella. Don Mario decide, inoltre, di far colorare di celeste la parete della chiesa: "Una volta mi capitò di sentire - racconta - un tale che, entrando, disse che in quella chiesa si aveva la sensazione di essere arrivati in un angolo del Paradiso. In effetti, questo era proprio l'obiettivo: fare in modo che si potesse sperimentare un riposo dell'anima".

Sull'intonaco sono posizionate ancora oggi alcune altre opere pittoriche. Nella parete absidale c'è il Compendio della fede cattolica: in essa si riassumono gli elementi cardine della fede della Chiesa mettendo l'accento su Dio Creatore, sul piano eterno della Redenzione, sul crocifisso, sugli sguardi contemplativi che lo circondano, sulle gioie e i dolori dell'umanità che invoca il Salvatore, sulle anime del Purgatorio e sul tabernacolo, posto sotto la croce a significare che il Cristo, Uomo-Dio, è sempre con noi. Sono presenti, inoltre tre travi affrescate. La prima ha per tema il Cristo: dapprima, infatti, c'è la rappresentazione della Sacra Famiglia, poi quella del Cristo come centro della storia e, infine, quella del volto del Risorto. Nella seconda trave si parla, invece, della Madonna con l'annunciazione, la Maternità e l'Addolorata. Nella terza trave, infine, l'attenzione si concentra su S.Giovanni Apostolo ed Evangelista rappresentato prima come il prediletto, poi durante la flagellazione subita, quindi nel supplizio dell'olio bollente e, infine, nel momento del primo annuncio del Vangelo dell'Amore. Anche l'esecuzione degli affreschi della parete absidale e delle tre travi è opera professor Torella, il cui lavoro, cominciato nel 1973 e proseguito a più riprese, termina nel 1975. A completare l'insieme delle opere presenti nel luogo di culto parrocchiale è un quadro realizzato dal pittore Farias, dono fatto dallo stesso autore a don Mario.

La chiesa di viale Europa continua ad assumere le caratteristiche originarie fino a quando l'attuale parroco, don Rodolfo Soccio, decide di allargare il perimetro in orizzontale. Più tardi ancora viene eretto il centro pastorale parrocchiale per consentire il sereno svolgimento di una serie di attività sorte nel frattempo, come l'ACR, il Cammino Neocatecumenale ed i centri di ascolto., ma anche per gestire nel modo migliore quelle già in atto, prima fra tutte la catechesi. Questa, però, è storia recente. Una storia che, senza don Mario, la sua capacità di affidarsi al Signore ed alla Vergine, la sua intraprendenza e, nello stesso tempo, la sua prudenza, probabilmente non sarebbe stata possibile.