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B. V. Maria del Rosario

B. V. Maria del Rosario
Parrocchia "Beata Vergine Maria del Rosario" di Pescara (Pe) nella Forania di Pescara Nord

Scriveva San Gregorio di Nissa (IV sec.): “Tutto ciò l’artista Io fa vedere con l’arte dei colori, come in un libro che avesse una lingua. Poiché il disegno muto sa parlare sui muri ove si distende” (Elogio del martire Teodoro, PG 46, 757). Poco più tardi, tra gli atti del secondo Concilio di Nicea (VIlI sec.), si legge: “l’onore reso all’immagine passa a colui che essa rappresenta e chi adora l’immagine, adora la sostanza di chi in essa è riprodotto”. Questi due nobili intenti, lodare il Signore e rappresentare la Sua maestà, sono sottesi all’attenzione che la Parrocchia ha riservato all’arte come a uno dei linguaggi più alti attraverso cui esprimere nel tempo e nella materia le realtà incommensurabili e trascendenti di Dio.

Da sempre attento a questi valori, grazie alla generosità di tanti fedeli, il Parroco Don Palmerino Di Sciascio ha arricchito l’architettura del complesso parrocchiale con diverse opere: in primo luogo la Via Crucis in ceramica di Castelli all’esterno e le vetrate istoriate all’interno.
L’artistica Via Crucis, opera dei maestri Simonetti di Castelli e realizzata nel 1997, racconta i quattrordici momenti che la pietà cristiana ha voluto fissare della passione e morte di Gesù, rappresentandole sulla pregiata ceramica, in piccole edicole inquadrate da cornici di mattoncini, lungo il recinto che corre sul perimetro esterno della Chiesa.

Essa termina con un grande quadro, raffigurante la risurrezione di Cristo. All’interno della chiesa, invece, l’amore per l’arte si manifesta nelle ventuno vetrate istoriate che, a gruppi di tre, sono collocate sulle pareti laterali e su quella di ingresso dell’edificio.

Esse sono state realizzate dalla scuola d’arte fiorentina Mellini. Nelle pareti delle navate laterali trovano posto nove vetrate, tre per ciascuno spazio delimitato dalle colonne.

Sulla parete sopra del portale d’ingresso vi sono le tre vetrate che ora risultano parzialmente oscurate dal monumentale organo meccanico.

Come è opportuno per una chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, queste vetrate raccontano i misteri del Santo Rosario, fissando con vividi colori e figure nette i momenti della vita di Gesù e di Maria rivissuti dalla preghiera mariana.

Poiché i misteri, nella forma tradizionale che ancora vigeva al momento della realizzazione dell’opera, sono quindici di contro alle ventuno vetrate, l’artista scelse di riservare la vetrata centrale di ogni gruppo (tranne quella sul portale centrale) alla simbologia di un titolo mariano.

Nella successione, che parte dal presbiterio lato monte e ritorna al presbiterio lato mare, si raccontano: lato monte: primo gruppo: Annunciazione, monogramma mariano, Visitazione; secondo gruppo: Nascita di Gesù, Maria Madre di Dio, Presentazione al Tempio; terzo gruppo: Smarrimento e ritrovamento di Gesù al tempio, Cuore immacolato, Agonia di Gesù al G etse mani; su I/a parete d’ingresso: Flagellazione, Coronazione di spine, Calvario; su/la navate lato mare: primo gruppo: Morte di Gesù, Colonna, Risurrezione; secondo gruppo: Ascensione, Porta del Paradiso, Pentecoste; terzo gruppo: Assunzione di Maria, Maria Regina della Pace, Incoronazione di Maria Regina dell’universo.

Come su un antico rotolo di papiro che si dispiega sulle mura della chiesa, la successione delle vetrate istoriate parla dei misteri del Santo Rosario, conducendo il cristiano, come si diceva un tempo, a Gesù per Maria. Sempre a Maria sono dedicate le opere musive: il grande mosaico della Vergine del Rosario, opera del noto maestro Fumagalli, che occupa tutta la parete di fondo dell’abside; la Vergine reca sulle ginocchia Gesù bambino ed è affiancata da San Domenico e Santa Caterina da Siena.

Sul pavimento, dinanzi al portone centrale, è stato posto un grande mosaico raffigurante una nave (la Chiesa) circondata dal mare in tempesta e implorante Maria, stella maris. Infine, si deve fare menzione del recente mosaico che decora la cantoria e rappresenta l’Annunciazione della Vergine, la quale innalza il canto del Magnificat. Tale raffigurazione costituisce un opportuno decoro per il maestoso organo meccanico, realizzato dalla ditta Zanin di Codroipo (UD).

L’organo, tra i più rilevanti in Italia, è stato costruito con un’attenzione partico

lare alla musica del Settecento, e presenta caratteristiche imponenti: 3 tastiere, 38 registri reali, 2370 canne. Tutte queste opere fanno sì che dalla chiesa parrocchiale della Madonna del Rosario si innalzi il canto di lode al Signore con il me delle arti più nobili.

(F. Berardi)