Tu sei qui: Home Luoghi Foranie Spoltore San Panfilo

San Panfilo

San Panfilo
Parrocchia "S. Panfilo, V." di Spoltore (Pe) nella Forania di Spoltore

Storia

"Per certi indizii si argomenta che fabbricati dell'epoca romana si sieno quivi sovrapposti a rovine di più antiche costruzioni; e, aggiunto a questi indizii l'avvallarsi continuo del suolo, che lascia supporre vari sotterranei...".

La Parrocchia è antichissima, ma notizie certe si cominciano ad avere dal 900 al tempo di Guglielmo Rascone (o Rascione)...
Noi facciamo riferimento all'attuale caratteristica chiesa settecentesca, dedicata a S.Panfilo vescovo, patrono della Città, che sorge al centro della piazza di Spoltore.  
Al di là delle antiche e pesanti porte della chiesa si apre uno scenario mistico e senz'altro suggestivo. Le delicate e discrete colorazioni e le tonalità calde rendono l'ambiente spirituale, intimo ed accogliente.  
La chiesa è caratterizzata da un'unica navata seguita da alti pilastri terminanti con capitelli dorati di ordine corinzio. Nella parte centrale, le due cappelle laterali, una dedicata a S. Panfilo e l'altra alla Madonna del Popolo (per la quale la Parrocchia è anche Santuario dedicato al suo nome), disegnano insieme alla navata la forma di una croce latina rovesciata. Il soffitto, decorato con stucchi e rilievi architettonici, è sorretto da archi a sesto ribassato. Ampi e numerosi sono i finestroni sulla cupola e lungo le pareti laterali in modo da ottenere una maggiore ed intensa luminosità. La Cupola, sovrasta la parte centrale della chiesa ed è caratterizzata da un quadrangolo di sculture, di stile classico, raffiguranti i quattro Evangelisti. Sul lato interno della facciata principale, un pronao su colonne sorregge una cantoria in cui vi è un organo donato dal Prelato Saverio De Cesaris nel 1927; è copia perfetta di uno strumento del '700 sia nella struttura che nelle sonorità. Il Presbiterio, formato in un secondo tempo, è contraddistinto da un abside semicircolare con un pregiato coro ligneo ed è illuminato da due grandi finestre che si affacciano sulla piazza. Il campanile, con tipica merlatura Ghibellina, si erge su tre livelli, ed è proprio l'ultimo a contenere le cinque campane situate sotto le arcate.

Monumenti

La Chiesa di San Panfilo

La storia della Chiesa di San Panfilo fuori le mura inizia nel 1084 con la donazione dell’edificio e soprattutto delle sue pertinenze all’abate del Monastero di Santa Maria di Picciano da parte di Guglielmo Conte di Loreto e prosegue, seguendo l’iter della famiglia monastica benedettina,  tra vicende complesse e intricate, ma anche importanti, per alcuni secoli.

Con il cambiamento degli assetti ecclesiastici (soprattutto con l’unificazione del Monastero di Santa Maria di Picciano a quello di Santa Maria del Soccorso de L’Aquila e alla Congregazione degli Olivetani) anche il complesso, in origine romanico, subisce dal 1480 al 1489, una radicale trasformazione strutturale e si avvia ad assumere l’aspetto che sarà completato dai francescani minori osservanti che vi giungono nel 1617 “in occasione di una desolante epidemia” per aiutare nella cura delle anime, la Prepositura che, intanto, era stata trasferita nella chiesa all’interno delle mura rubriche.

Tra la fine del secolo XVII e gli inizi del successivo, secondo lo stile proprio dei francescani, la chiesa conventuale  viene ornata di stucchi, dorature, statue, pitture che si aggiungono agli affreschi devozionali già esistenti  e che le conferiscono l’aspetto enfatico e ridondante che ancora oggi, nonostante il misero stato di conservazione in cui è ridotta, colpisce il visitatore.
Saranno le famiglie più in vista di Spoltore, di cui del resto il cenobio era, per tradizione antica, luogo di sepoltura, a sostenere le spese della decorazione dei sette altari di cui la chiesa è dotata, ma anche delle quattro pilastrate che dividono la navata centrale dalle laterali, dell’organo a sette registri, datato 1696, il cui involucro esterno fa ancora bella mostra di se sulla cantoria, e infine del soffitto ligneo a lacunari scolpiti e policromi.
Molto interessante, al di là del dato artistico in senso stretto, è il pantheon che adorna la chiesa.

Sull’altar maggiore San Panfilo in gloria campeggia, con un notevole effetto scenografico, tra le figure di San Francesco e San Bernardino da Siena, affiancate sui pilastri laterali da quelle di San Paolo apostolo e San Pietro apostolo.
Sul fronte dei pilastri prospicienti l’altare maggiore sono posti San Tommaso Apostolo e Sant’Andrea.
Sul verso un San Nicola Magno e San Gregorio Magno.
Sulla seconda fila di pilastrate, nella medesima collocazione  si trovano San Martino Papa e San Silvestro Papa (fronte), Paolo III e San Gennaro (verso). Sulle pareti centrali delle pilastrate invece spiccano i medaglioni dorati dei quattro evangelisti.
Il primo altare di sinistra è dedicato a San Michele Arcangelo, raffigurato in un bel bassorilievo policromo. Ai lati le statue di San Giovanni Battista e San Giulio Papa, Sulla cimasa dell’altare una pregevole dipinto raffigurante l’Incoronazione della Vergine; sull’altipendio un bassorilievo delle anime sante di gusto popolare.
L’altare successivo, donato dalla famiglia Aglione, è dedicato all’Immacolata rappresentata da una pregevole statua lignea policroma e dorata. Ai lati San Ferdinando di Castiglia e Sant’Edoardo d’Inghilterra. Sulla cimasa un tempo era sistemata una antica Pietà di scuola franco-renana oggi trafugata.
L’ultimo altare sulla navata di sinistra (cominciando dalla controfacciata ) è quello di Sant’Antonio di Padova tra un Santo Cardinale e San Giovanni da Capestrano. In un vero trionfo barocco di angeli, cortine, ghirlande di fiori e ornamenti, è sormontato da una deliziosa scena scultorea della Incoronazione della Vergine tra Angeli musicanti.
Continuando il giro si incontra l’altare della natività, purtroppo mutilo della pala centrale originale e incongruamente sostituita da un mediocrissimo dipinto contemporaneo. Lo costeggiano le statue di Davide e Salomone e lo sovrastano due figure di profeti inneggianti alla nascita di Cristo.
L’altare di San Pasquale Baylon è ornato dalle statue di santa Elisabetta d’Ungheria e Santa Elisabetta di Portogallo. La nicchia in cui è allocata la statua del santo è stata ricavata tagliando, all’epoca, una pregevole pala raffigurante la Regina degli angeli.
Conclude la serie l’altare di Sant’Antonio Abate dovuto alla  munificenza delle famiglie Candeloro e Flammini di Cavaticchi. Accanto all’eremita del deserto le figure di San Bartolomeo Apostolo e San Carlo Borromeo.
In controfacciata infine  San Giustino e San Biagio.
Una descrizione particolareggiata, oltre che una maggiore cura conservativa, meriterebbero anche i medaglioni che ornano le arcature della navata centrale e le pitture paretali poste tra un altare e l’altro.
La presenza degli Osservati minori nel convento di Spoltore si conclude nel 1811. La Chiesa in seguito sarà gestita, per un certo tempo, dalla Confraternita di Santa Maria del Soccorso e del Sacro monte dei morti.
La Chiesa del Convento è di proprietà del F.E.C. (Fondo per gli Edifici  di Culto-Ministero degli Interni).
Lo stato conservativo è in condizione disastrosa. Si auspica un intervento di restauro e conservativo da fare al più presto, prima che sia troppo tardi.

 

Gruppi catechistici

Sono formati da 8 classi. Si occupano dell'insegnamento delle basi della dottrina cattolica e della preparazione ai sacramenti della Penitenza, Eucaristia e Cresima.
I catechisti non si limitano a dare solo un indottrinamento o delle regolette da imparare a memoria, ma si preoccupano di far fare ai ragazzi anche un cammino di fede.
L'anno catechistico segue l'anno scolastico come periodo e come suddivisione delle classi.
Curano inoltre la preparazione dei genitori e dei padrini dei battezzandi. 
La preparazione dei futuri coniugi al matrimonio si tiene annualmente a livello foraniale. A livello parrocchiale ci si impegna nella pastorale vera e propria della famiglia, proponendo un cammino di fede specifico.

San Panfilo amico di tutti

San Panfilo è il patrono della città di Spoltore, ed il Santo Titolare della Chiesa parrocchiale. Il 28 Aprile ricorre la festa liturgica, mentre i festeggiamenti esterni si celebrano la domenica seguente di ogni anno. Il nome Panfilo di origine greca significa "amico di tutti". Fu  vescovo della città di Sulmona. S. Panfilo nacque nel 622 da una famiglia cattolica. Fu un uomo dal carattere pacifico, buono e generoso. Dedicò la Sua vita ad aiutare i bisognosi, gli indigenti ed i poveri con opere di pietà e con carità inesauribile. E proprio ai pellegrini ed ai poveri preparava quotidianamente la mensa, cibandoli e servendoli di persona. Venne accusato di arianesimo e per questo si recò a Roma dal Papa Sergio, da cui venne immediatamente discolpato. 
Si pensa che il culto di S. Panfilo in Spoltore risalga circa all'anno 1000, importato nella nostra città da un gruppo di immigrati sulmonesi.

Gruppo scout (F.S.E.)

E' una Associazione aperta a ragazzi e ragazze che vogliono vivere lo  Scautismo, e vogliono seguire l'iter formativo ed educativo  del Movimento secondo gli ideali proposti da Lord Robert Baden Powel, interpretati cattolicamente ed armonizzati con l’indole della gioventù italiana nello spirito della fraternità  Europea.

Collaboratori

In parrocchia sono funzionanti:

  • Consiglio parrocchiale.
  • Consiglio per gli affari economici.
  • Ministri straordinari dell'Eucaristia.
  • Caritas parrocchiale.
  • Quarti cittadini e vari comitati.

Gruppo preghiera

Non è un gruppo molto numeroso ma è un gruppo di fedelissimi del Santo frate cappuccino e si riunisce il secondo mercoledì di ogni mese in modo particolare. E' presente  però e molto efficacemente nella vita parrocchiale. Anima l'adorazione Eucaristica mensile del primo giovedì, la messa domenicale delle ore 08,30, la recita del rosario giornaliero, la recita del rosario intero del primo sabato del mese, la recita della coroncina della misericordia del primo venerdì del mese. Anima e guida la giornata  parrocchiale del malato che si tiene ogni anno in occasione della festa della Madonna del Popolo. Collabora anche in occasione di altre manifestazioni.

Processioni e cerimonie

Con la collaborazione dei Quarti cittadini si svolgono alcune manifestazioni liturgiche.
In ordine di tempo:

  • In occasione della festa di S. Antonio abate, la domenica seguente il 17 gennaio, alle ore 10,00 si celebra, all'aperto, la S. Messa con relativa benedizione degli animali e la distribuzione del pane di S. Antonio.
  • La festa del Patrono cade il 28 aprile e si celebra la festa liturgica. La festa esterna con la processione si svolge la domenica seguente.
  • Venerdì santo: dopo l'Azione liturgica che si svolge in Chiesa segue la processione del Cristo morto e della Madonna addolorata con una grandissima partecipazione popolare.
  • 19 marzo: in occasione della festa di S. Giuseppe si celebra la Festa degli anziani.
  • Domenica di Pasqua: dopo la S. Messa, che per l'occasione si celebra anche alle ore 11,30, in Piazza D'Albenzio si svolge la suggestiva cerimonia della Madonna che "corre". Cerimonia introdotta dagli immigrati sulmonesi.
  • Solennità del Corpus Domini: La Messa vespertina viene celebrata all'aperto sul piazzale del Convento e subito dopo segue la processione fino alla chiesa parrocchiale.
  • Il  2 settembre 1906 la Madonna venne incoronata. Da allora, la  prima domenica di settembre si celebra la Festa della Madonna del Popolo. Alle ore 16,30 si svolge la "Rievocazione storica del miracolo della Madonna in epoca saracena" con saraceni a cavallo e  appiedati. Segue il relativo  corteo storico fino alla Piazza della Chiesa dove si conclude la cerimonia. Subito dopo si muove la processione e al rientro della medesima si celebra la Messa vespertina.