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Centri di Accoglienza Straordinaria

MigrantiDa febbraio 2014 la Fondazione Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne, a fronte dell’emergenza profughi e degli sbarchi massicci, ha attivato tramite convenzione con la Prefettura di Pescara un Centro di Accoglienza Straordinaria (C.A.S.) destinato ai richiedenti protezione internazionale in Italia.

Le domande dei richiedenti asilo vengono esaminate dal Ministero dell’Interno attraverso una Commissione Territoriale composta da esperti. La protezione internazionale viene concessa o meno a seguito di un’audizione che ha lo scopo di indagare e valutare la veridicità delle storie dei ragazzi.

Il rifugiato è titolare di protezione internazionale. Si tratta di persona che "(...) temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese d’origine di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese(...)"
(art. 1A della Convenzione di Ginevra del 1951, recepita nell’ordinamento italiano dalla legge n.722 del 1954).

La protezione sussidiaria è un’ulteriore forma di protezione internazionale. Chi ne è titolare non possiede i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato ma viene protetto in quanto, se ritornasse nel Paese di origine andrebbe incontro al rischio di subire un danno grave (art 2 D.Lgs. 251/2007).

La protezione umanitaria subentra nei casi in cui “(…) non accolga la domanda di protezione internazionale e ritenga che possano sussistere gravi motivi di carattere umanitario (…)” (Art. 32 D.Lgs. 25/2008)

Nell’anno 2015 il Centro di Accoglienza Straordinaria della Fondazione Caritas Onlus ha registrato un totale di 198 ingressi e 150 uscite di richiedenti asilo.

L’accoglienza, seppur temporanea, si pone i seguenti obiettivi:

- garantire misure di assistenza e di protezione della singola persona;

- assistenza sanitaria;

- assistenza sociale;

- attività multiculturali (es. cene di convivialità e condivisione; partite di calcio; etc.)

- mediazione linguistica e interculturale;

- orientamento e informazione legale;

- servizi per l’inserimento lavorativo (sostegno nell’elaborazione del curriculum vitae e orientamento ai servizi del territorio: Centro per l’impiego);

- servizi per la formazione (corso di italiano, eventuali corsi di formazione a titolo gratuito);

- orientamento ai servizi del territorio;

- favorire il percorso verso la (ri)conquista della propria autonomia.

Grande attenzione, nonostante la temporalità dell’accoglienza, è posta a far sì che l’accolto sia informato di quegli strumenti che gli consentano di interagire con il territorio in modo dialettico, riuscendo a capire quali passaggi sono necessari per trovare risposte a esigenze e bisogni personali. Un contributo fondamentale è offerto dai volontari che collaborano nel rendere la struttura un luogo accogliente, dove vivere momenti sereni, conviviali, e relazioni significative.

Nell’ambito dell’accoglienza sono previste delle erogazioni economiche, alcune di queste sono “standard” mentre altre vengono attivate solo all’occorrenza (es. acquisto farmaci) e/o in base a quanto stabilito dall’accoglienza C.A.S..

Il pocket money consiste in un contributo in denaro da corrispondere ad ogni beneficiario e destinato alle piccole spese personali, ulteriori rispetto ai beni e ai servizi garantiti dal progetto di accoglienza. Il pocket money, oltre a consentire ai beneficiari di acquistare anche generi voluttuari e di non prima necessità, è uno strumento di supporto ai percorsi di inserimento. Permette, infatti, di acquisire maggiore confidenza con la valuta e di testare direttamente il costo della vita.

La lentezza burocratica delle Commissioni Territoriali che esaminano le richieste d’asilo ha portato a tempi di attesa molto lunghi e a permanenze prolungate all’interno del centro. Tutto ciò comporta malessere negli accolti, spaesamento ed insofferenza.