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Albero della vita

(Strada Colle San Donato 56 Pescara - tel. 085/4510386 - info@caritaspescara.it)

… da dove siamo partiti


l'albero della vita

Il Centro di Ascolto ha avviato la propria attività all’inizio degli anni ’90, in un periodo di difficile emergenza dovuta alla guerra nella ex Iugoslavia e ai ripetuti sbarchi di persone provenienti dall’Albania.

In origine si affrontavano le difficoltà spinti da carità fraterna e con i pochi mezzi messi a disposizione dal territorio. A fine anni ’90 attraverso vari corsi di formazione, si e’ costituito un buon gruppo di operatori e di volontari, attento alle problematiche e ai bisogni di chi si presentava allo sportello, forte non soltanto di spirito cristiano ma anche della conoscenza di risorse territoriali da utilizzare.

Il Centro di Ascolto diventa, così, espressione della comunità cristiana, frutto di un preciso progetto pastorale alla luce del Vangelo della carità; non solleva dal dovere dell’ascolto, dell’accoglienza e della testimonianza ma e’ espressione visibile e concreta di un coinvolgimento comunitario e stimolo a ulteriore impegno. Opera, infatti, in stretto collegamento con la comunità cristiana a diversi livelli ( parrocchiale,zonale, diocesano) e con le varie istituzioni pubbliche, nonché con i vari attori del privato sociale.

In questi 24 anni di attività, accanto ad operatori e volontari, sono state inserite figure professionali specifiche, quali assistenti sociali e psicologi, per offrire una sempre maggiore professionalizzazione; si è cercata, inoltre, una sede più idonea, che consentisse di effettuare più colloqui contemporaneamente e nel rispetto della riservatezza.

Decisiva è stata la sperimentazione e implementazione del progetto GEMINO, dal latino “unire insieme” (Gestione E Monitoraggio Informatico Network degli Osservatori) che ha consentito la messa in rete del centro di ascolto diocesano, di quelli parrocchiali e di altre realtà del no profit, attraverso la compilazione on-line della cartella personale dell’accolto, aggiornata a seguito di ciascun colloquio, al fine di condividere informazioni utili ad una presa in carico condivisa.

In una società che si fa sempre più complessa, la fenomenologia del disagio sociale si manifesta in situazioni assai diversificate, non più categorizzabili secondo schemi tradizionali, che in modi diversi, attraversano tutti gli strati sociali. Non si tratta unicamente dei bisogni macroscopici quali vitto, vestiario, alloggio, mancanza di lavoro, ma a questi si aggiungono domande insoddisfatte di informazione, orientamento, assistenza socio-sanitaria, di capacità di esercitare i propri diritti di cittadinanza e partecipazione. Inoltre, basta una malattia grave, una dipendenza acquisita, un handicap conseguente ad un incidente o ad una patologia, o la perdita di lavoro per scoprire la debolezza, la solitudine, la disperazione, l’impossibilità di vivere in modo dignitoso.

Il Centro di Ascolto, oggi, è un luogo di immediato accesso, strutturato quale servizio di orientamento e accompagnamento in grado di supportare la persona nel affrontare e superare la situazione di bisogno, promuovendo progetti personalizzati, nel rispetto delle potenzialità e della dignità di ciascuno, in stretta collaborazione con i servizi territoriali.

… perchè

Il Centro di Ascolto esprime la nostra volontà di:

ü  Essere accanto a chi vive un momento di difficoltà, a chi è caduto e non riesce a rialzarsi da solo, facendo dell’ascolto lo strumento con il quale accogliamo l’uomo nella sua interezza, e non solo il bisogno di cui è portatore

ü  Accogliere, ascoltare, orientare, accompagnare, essere un punto di riferimento per le persone in difficoltà, sostenendo l’autodeterminazione della persona stessa e le sue potenzialità

…con chi

Detenuti ed ex detenuti, persone con ex-dipendenza, Immigrati.

…attraverso

Un’esperienza pilota di creazione e gestione di un’intera filiera agricola finalizzata all’aumento dell’occupabilità: la produzione agricola, all’interno del carcere e su terreni esterni, realizzata nel rispetto dei principi biologici; un laboratorio di trasformazione del surplus produttivo finalizzato all’allungamento della vita del prodotto; un laboratorio di panificazione all’interno della Casa Circondariale di Pescara, la vendita, in particolare rivolta a Gruppi di Acquisto Solidali. Infine, sono stati organizzati eventi per promuovere le finalità del progetto e la sua diffusione sul territorio.

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