Dalla depressione all'isolamento
Tavola Rotonda: Dalla depressione all'isolamento. Nuova povertà sociale
Venerdì 16 dicembre si è tenuta la tavola rotonda "Dalla depressione all'isolamento. Nuova povertà sociale", organizzata dalla Caritas diocesana di Pescara Penne che, per il periodo di Avvento 2005, ha scelto come progetto di lavoro il disagio mentale, in particolare nel suo vissuto familiare, sostenendo con adeguata opera di sensibilizzazione l'attività dell'Associazione regionale Percorsi. Moderatore dell'incontro è stato don Marco Pagniello, vice direttore della Caritas.
Il dottor Giuseppe Petaccia, psichiatra presso il Centro di Salute Mentale della Asl di Pescara Sud, nel suo intervento ha posto l'accento sull'importanza della lotta sistematica al pregiudizio che ricade sulla malattia mentale, ritenuta dall'opinione comune un problema da non affrontare perché imbarazzante o riguardante casi limitati. I dati resi noti sono invece allarmanti: dal rapporto 2005 risulta infatti che il 27% degli adulti europei sono afflitti da una patologia psichiatrica (tra cui ansia e depressione) e che la depressione entro il 2020 sarà la prima malattia sociale, superando addirittura il cancro. Se è vero che occorrono strumenti e strutture adeguate per garantire un'efficace riabilitazione, ha rimarcato Petaccia, è fondamentale che si parli in ogni ambito possibile della salute mentale, per combattere lo stigma ed affrontare in modo adeguato le problematiche legate alla malattia.
L'Associazione Percorsi, costituita dai familiari dei soggetti a disagio, che lottano da anni contro i pregiudizi e chiedono sforzi concreti in merito alla tutela della salute mentale, è stata rappresentata dalla presidente, la professoressa Gemma Carlucci, la quale ha ringraziato le parrocchie della Diocesi (circa una dozzina tra Pescara, Montesilvano e Nocciano) che nelle messe dell'11 e del 18 dicembre hanno ospitato le testimonianze dei volontari. Concordemente con lo psichiatra, anche la presidente di Percorsi ha dichiarato quanto sia importante l'informazione, lanciando inoltre l'appello a non chiudere gli occhi di fronte ad una malattia che non è necessariamente di origine genetica ed i cui sintomi possono manifestarsi all'improvviso in ciascuno di noi.
Il suo intervento ha sottolineato più volte la condizione di solitudine ed isolamento in cui vive il malato, condizione che, se opportunamente riconosciuta e presa in tempo, può essere trattata e condotta alla guarigione. Ma il successo del percorso dipende soprattutto dal riconoscimento del diritto di cittadinanza dei malati. Il tal senso lo slogan pensato dall'Associazione 'DisperataMente il malato mentale è solo, l’aiuto è un suo diritto di cittadino'; si rivela molto efficace per imporre alla società e alle istituzioni l'abbandono del pregiudizio e la realizzazione dei necessari servizi riabilitativi.
A questo appello la dottoressa Vittoria D'Incecco, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pescara, ha confermato la collaborazione istituzionale: oltre al progetto Artis (Assistenza riabilitativa territoriale integrata sociosanitaria) messo in atto con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara e rivolto al sostegno di 10 famiglie, l'Assossore si è infatti impegnata a reperire fondi presso la Regione per estendere le possibilità riabilitative ad un più largo bacino di utenze.
Padre Cristoforo Trebski, Rettore del Santuario San Camillo De Lellis di Bucchianico, ha messo in evidenza il ruolo della Chiesa di fronte al disagio mentale, partendo dal messaggio del Papa per la XIV giornata del malato che avrà luogo l'11 febbraio 2006 e riguarderà proprio il disagio mentale. 'In tale circostanza -si legge nel messaggio- la Chiesa intende chinarsi con particolare sollecitudine sui sofferenti, richiamando l'attenzione della pubblica opinione sui problemi connessi col disagio mentale, che colpisce ormai un quinto dell'umanità e costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria'. L'occasione deve invitare a riflettere 'sulla situazione dei malati di mente nel mondo e per sollecitare l'impegno delle Comunità ecclesiali a testimoniare loro la tenera misericordia del Signore'.
Nel suo interessante excursus Padre Cristoforo ha sottolineato come la depressione sia la reazione visibile alla sofferenza e quanto sia importante coglierne i sintomi per affrontare la malattia dal punto di vista medico. L'aiuto spirituale tuttavia ha un grande valore, poiché rappresenta l'accoglienza nel conforto. La persona sofferente ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa, che in questo caso è qualcuno -Gesù Cristo- e grazie alla preghiera riesce a comunicare con la parte migliore di se stesso, la propria anima, che si rapporta a Dio, l'unico che più di ogni altro capisce e consola.
In attesa di quanto verrà più diffusamente evidenziato l'11 febbraio, l'iniziativa di sensibilizzazione messa in atto dalla Caritas Diocesana trova linfa per azioni ulteriori, alla luce e con il sostegno delle parole di Papa Ratzinger: 'Incoraggio pertanto gli sforzi di chiunque si adoperi perché a tutti i malati di mente sia dato accesso alle cure necessarie. Purtroppo, in molte parti del mondo i servizi per questi malati risultano carenti, insufficienti o in stato di disfacimento. Il contesto sociale non sempre accetta i malati di mente con le loro limitazioni, e anche per questo si registrano difficoltà nel reperire le risorse umane e finanziarie di cui c'è bisogno. Si avverte la necessità di meglio integrare il binomio terapia appropriata e sensibilità nuova di fronte al disagio, così da permettere agli operatori del settore di andare incontro più efficacemente a quei malati ed alle famiglie, le quali da sole non sarebbero in grado di seguire adeguatamente i congiunti in difficoltà. La prossima Giornata Mondiale del Malato è un'opportuna circostanza per esprimere solidarietà alle famiglie che hanno a carico persone malate di mente'.