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"City for life" - Contro la pena di morte

30 novembre – manifestazioni anche a Pescara

"City for life" - Contro la pena di morte

Torino contro la pena di morte

Giovedì 30 novembre ricorre la V Giornata Mondiale “City for Life, Città contro la pena di morte” promossa dalla Comunità di Sant'Egidio, nell’anniversario della prima abolizione della pena capitale da parte del Granducato di Toscana nel 1786. L’iniziativa sarà sostenuta simbolicamente, ma con un grande valore di solidarietà e di denuncia, da più di 500 città che illumineranno per l’occasione un monumento significativo. Il comune di Pescara parteciperà alla proposta con la proiezione di un film “a tema”, presso il cinema Massimo, per tutti gli alunni delle scuole superiori della cittadina adriatica e con un incontro pomeridiano, alle 17.00, presso il Museo d'Arte moderna “V. Colonna” animato da un concerto, dalle testimonianze di  Shujaa Graham, ex condannato a morte e del Arcivescovo Mons. Tommaso Valentinetti e dall’intervento di Luciano D'Alfonso, sindaco della città, Massimo Luciani, assessore alle politiche comunitarie del comune di Pescara, Antonio Salvati, rappresentante della comunità Sant’Egidio, Paolo Pignocchi Presidente della commissione Azioni di Amnesty International e da Michele Meomartino della “Rete Lilliput”.

    Negli ultimi decenni la pena capitale è applicata in un numero sempre più ristretto di Paesi. È recente la notizia che il Presidente delle Filippine ha annunciato la fine delle esecuzioni. La pena di morte rimane, tuttavia, praticata in paesi come gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina e gli anacronistici richiami alla sua reintroduzione in Europa e le giustificazioni inaccettabili a favore della sua applicazione in Iraq mostrano la lunga strada da percorrere per giungere alla sua abolizione universale e richiedono una tenace e incisiva azione per l’affermazione della civiltà del diritto e della difesa della dignità di ogni uomo. Davanti all'opinione pubblica, i condannati a morte sono spesso presentati come mostri di malvagità e animali assassini, non come persone celando l'odio, la violenza e la voglia di vendetta nascoste dietro questa realtà. "Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto a giudizio; e chi gli dice pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna". Gesù, ingiustamente messo a morte, rivolge ad un altro condannato parole di speranza: "oggi sarai con me nel paradiso". Non gli interessa il male che ha fatto, ma il bene che ora sta cercando: “ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”, opponendo all'odio e alla violenza il perdono. Decretare la pena di morte non è solo giudicare di accordo con un codice penale, ma esprimere un giudizio che appartiene solo a Dio, Signore della vita e non della morte: “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!”.

Bruno Marien


Plango

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