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Il buon pastore non lascia sole le pecorelle "ferite nell'amore"

Incontro di mons. Valentinetti con separati, divorziati, risposati del percorso Samaria

Si è rinnovato lunedì sera, nella parrocchia del Cuore Immacolato a Pescara, l’incontro annuale dell’arcivescovo di Pescara - Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, con centinaia di separati, divorziati e riaccompagnati: «Voglio sentirmi - ha esordito l’arcivescovo - "pellegrino" dentro la mia, la nostra gente che vive un cammino di fede alla ricerca e alla comprensione di ciò che il Signore dice in una realtà ferita da situazioni matrimoniali aventi esiti diversi da quelli pensati e sperati». Con queste parole il presule rafforza l’impegno della chiesa locale nel dialogo con i figli più sofferenti: «Dopo sette anni di matrimonio - confida ad esempio Anna Maria - mio marito mi ha lasciata e nonostante un cammino cattolico alle spalle, ho scelto di innamorarmi di un divorziato. Da quando stiamo insieme viviamo male l’esclusione dai sacramenti». Questi ultimi sono disagi forti, da affrontare seguendo un percorso strutturato come il "Percorso Samaria": un percorso di accompagnamento spirituale, organizzato dalla Pastorale Familiare, a cui hanno aderito 150 persone divise in gruppi di ascolto, diretti da 15 coppie definite "compagne di viaggio" e da 12 sacerdoti, che si ritroveranno mensilmente in venti incontri biennali:«Ho abbracciato questo percorso - ha spiegato don Cristiano Marcucci, direttore della Pastorale Familiare - stando fra la gente, avendo seguito cinque parrocchie, e sbattendo il muso in tante situazioni del genere. Mi sono detto che la Chiesa non poteva stare a guardare: anche questo è un segno di Dio». Dunque, lunedì monsignor Valentinetti ha ascoltato storie di separati, divorziati, riaccompagnati e sacerdoti impegnati nel cammino con l’umiltà e la sensibilità del Pastore che non lascia sole le sue "pecorelle", prospettando loro tempi ancora migliori: «Io sono convinto - ha concluso l’arcivescovo - che prima o poi il Signore farà sapere attraverso la Chiesa ciò che vuole dire». (di Davide De Amicis)


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