Il Creato reclama sobrietà e "nuovi stili di vita"
L'Arcivescovo propone al clero l'adesione alla rete interdiocesana nuovi stili di vita
«Nuovi stili di vita», è la proposta che mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne ha rivolto, martedì, scorso al consiglio presbiterale della diocesi. L’esortazione, proposta tra i punti all’ordine del giorno, aveva lasciato un po’ perplessi i prelati presenti, che dopo le dovute spiegazioni hanno abbracciato l’idea con entusiasmo. «I nuovi stili di vita - spiega don Massimo Di Lullo, responsabile dell’Ufficio per le problematiche sociali - stanno diventando sempre più gli strumenti che la gente comune ha nelle proprie mani per poter cambiare la vita quotidiana e anche per poter influire sui cambiamenti strutturali che devono accadere mediante le scelte dei responsabili della realtà politica e socio-economica. I nuovi stili di vita vogliono far emergere il potenziale che ha la gente comune di poter cambiare la vita feriale mediante azioni e scelte quotidiane che rendono possibili cambiamenti, partendo a un livello personale per passare necessariamente a quello comunitario fino a raggiungere i vertici del sistema socio-economico e politico verso mutazioni strutturali globali». Nuovi stili di vita allora è una proposta semplice, possibile a tutti e senza dubbio un modo per vivere da uomini "incarnati" in una realtà, ricca e problematica, che non può passare indifferente a coloro che si dicono cristiani. «Diversi - continua don Massimo - sono gli obiettivi: un nuovo rapporto con le cose, da una situazione di servilismo alla relazione di utilità, dal consumismo sfrenato al consumo critico, dalla dipendenza all’uso sobrio e etico; un nuovo rapporto con le persone per recuperare la ricchezza delle relazioni umane che sono fondamentali per la felicità ed il senso della vita e superare la solitudine della vita urbana con la bellezza dell’incontro e della convivialità; un nuovo rapporto con la natura per essere corresponsabili dell’ambientale; un nuovo rapporto con la mondialità per passare dall’indifferenza sui problemi mondiali alla solidarietà e responsabilità, dalla chiusura e dal fondamentalismo all’apertura e al coinvolgimento, dall’assistenzialismo alla giustizia sociale, dalle tendenze nazionalistiche all’educazione alla mondialità».
Per far questo la diocesi di Pescara intende legarsi alla rete interdiocesana nuovi stili di vita: un "movimento" che nasce nel 2007 da alcuni organismi diocesani, che decidono di unire conoscenze ed esperienze per promuovere un movimento del popolo di Dio sui Nuovi Stili di Vita nella Chiesa e nella Società. «Alla rete possono aderire - è spiegato nel sito della rete - gli organismi diocesani incaricati che desiderano parteciparvi». La rete, inoltre, s’incontra periodicamente per definire iniziative e realizzare eventi comuni con la volontà di far crescere l’amore per il Creato e le sue creature a partire dal messaggio biblico, stimolare nuovi stili di vita, ricercando insieme percorsi e piste pastorali, scambiare esperienze ed iniziative, valorizzando le risorse a livello culturale ed organizzativo, incoraggiando dinamiche di emulazione, favorire capacità critiche verso gli attuali sistemi di sviluppo e di consumo con una visione profonda dell’umano, organizzare e promuovere convegni e laboratori di approfondimento.
Interscambio di esperienze, iniziative, laboratori, campagne comuni su nuovi stili di vita, saranno presto, dunque, le "parole" che diventeranno familiari anche nella zona pescarese. (di Simone Chiappetta)