Pellegrino tra i fedeli, dopo vent'anni
Inizia martedì la visita pastorale. Prima tappa: la parrocchia cattedrale di San Cetteo
«Voglio farmi pellegrino nelle comunità dell’arcidiocesi». Sono queste le parole che mons. Tommaso Valentinetti ha pronunciato a motivazione della visita pastorale. Dopo vent’anni - era l’ottobre del 1982 quando l’allora arcivescovo mons. Antonio Iannucci indiceva la quarta visita pastorale conclusasi, però, a ridosso degli anni ’90 - il Pastore della diocesi tornerà tra la gente delle comunità locali, per vivere con loro momenti di condivisione, fraternità e per promuovere forme alternative di pastorale. La nuova evangelizzazione e l’incoraggiamento del cammino di rinnovamento degli itinerari parrocchiali sono i temi che il presule vorrà affrontare: «desidero soprattutto sostenere - afferma mons. Valentinetti - incoraggiare, promuovere ogni attività pastorale già esistente ed operante e dare nuovo impulso alla nuova evangelizzazione per raggiungere in modo particolare i lontani e coloro che hanno smarrito il cammino della fede».
Martedì così si "apriranno le danze" nella parrocchia cattedrale di San Cetteo a Pescara. In realtà la visita è già iniziata nel silenzio con incontri di organizzazione e valutazione: «Il primo approccio - continua l’arcivescovo - è con il consiglio pastorale delle parrocchie e con quello degli affari economici che mi mettono al corrente sulla vita pastorale ed amministrativa della parrocchia. Con loro si stabilisce il programma della settimana e si ha un primo momento di verifica di quello che è l’itinerario di fede che la parrocchia vive».
Nonostante la visita abbia un aspetto più familiare che "investigativo" l’ansia, insieme alla gioia, caratterizza l’ambiente delle comunità che accoglieranno nei prossimi mesi l’arcivescovo. «Negli incontri di preparazione - spiega mons. Giuseppe Natoli, parroco della cattedrale - abbiamo voluto cogliere lo spirito di questa visita. Un tempo aveva un sapore di controllo, un sapore fiscale, oggi la presenza dell’arcivescovo è occasione di incoraggiamento, è volontà a superare insieme le difficoltà e tempo per esaminare le piste più opportune della pastorale». Alle 18.30 è previsto l’ingresso solenne a San Cetteo. L’arcivescovo sarà accolto dai fedeli e dal parroco che prima della celebrazione eucaristica consegnerà una croce al presule, per la benedizione dei presenti e delineerà i tratti salienti del territorio parrocchiale. «È una parrocchia di circa 4000 anime - anticipa Natoli, a San Cetteo dal 1986 - che ha subito cambiamenti radicali e tuttora è soggetta a diversi mutamenti. Continuano a sorgere nuove zone, spesso disabitate o con finalità un po’ contraddittorie con quelle tradizionali. La zona di corso Manthonè e via delle caserme, per esempio, ha subito da quando io sono parroco, almeno tre mutamenti. Oggi è il luogo noto della movida pescarese con più di cento circoli che offrono ai giovani serate e nottate con ogni tipo di divertimento e anche di negatività. Da segnalare certamente un depauperamento dei fedeli: tanti appartamenti sono abitati da universitari e tanti sono occupati da uffici. Le nascite sono pochissime, i decessi sono molti».
L’arcivescovo resterà in San Cetteo fino a domenica per un programma intenso di incontri : «Giovedì in mattinata mons. Valentinetti visiterà il Comune - continua don Giuseppe - che fa parte di questa parrocchia. Nel pomeriggio incontrerà i bambini con i loro genitori. Venerdì visiterà i malati, terrà una lectio con il gruppo biblico, ma sarà anche disponibile per i colloqui personali e le confessioni durante la giornata. Sabato incontrerà i movimenti presenti in parrocchia del Meg e degli Scout. Domenica alle 11, celebrerà la messa solenne di conclusione della visita pastorale».
La visita mantiene comunque il suo aspetto istituzionale. Con l’arcivescovo si muoveranno il vicario generale e il cancelliere arcivescovile come "Convisitatori", «ad essi viene conferito l’incarico di esaminare - recita il decreto - i registri parrocchiali correnti, i luoghi liturgici, le suppellettili e i paramenti, che si adoperano comunemente per la liturgia». Ma anche l’economo per la verifica dell’amministrazione e dei beni immobili, l’attuario e dove ci fossero oggetti di valore artistico il bibliotecario e l’archivista. (di Simone Chiappetta)