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Più felici con Policoro

Sullo scottante tema del lavoro interviene il professor Becchetti

Più felici con Policoro

Leonardo Becchetti

Il lavoro, oggi, è sempre più una certezza per pochi e al tempo stesso un problema per molti. Lo ha dimostrato la grande cornice di pubblico che mercoledì scorso ha affollato l’aula magna della facoltà di Economia dell’università "G. D’Annunzio" di Pescara, che ha ospitato il primo dei tre seminari, intitolati "Il Posto del Lavoro", voluti ed organizzati dall’ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, con la collaborazione dell’ateneo dannunziano. Così, per parlare di "Lavoro e/è felicità" è intervenuto il professor Leonardo Becchetti, docente di Economia presso l’Università "Tor Vergata" di Roma, il quale ha condotto un ampio approfondimento, moderato dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti, sui fattori che nel nostro Paese influenzano il mercato del lavoro e quindi i lavoratori, riuscendo poi ad individuare quel "filo sottile" che separa la soddisfazione dall’insoddisfazione lavorativa.

«Il lavoro - esordisce Becchetti - è una dimensione fondamentale della vita di una persona. Infatti, una dei fenomeni che crea più insoddisfazione è la disoccupazione, sullo sfondo di una politica che non lotta abbastanza per arginare questa piaga». Al contrario, la soddisfazione lavorativa è assicurata dall’azione sinergica di fattori come stabilità occupazionale, autonomia e qualità del lavoro. «E non ultima - spiega il professor Leonardo Becchetti - quella motivazione intrinseca che dovrebbe possedere il lavoratore e che andrebbe a coincidere con gli obiettivi dell’azienda, garantendogli prestazioni ottimali». Queste circostanze, però, non si verificano in tutti a casi, soprattutto se parliamo di giovani lavoratori alla ricerca del primo contratto: «Il nostro - evidenzia Becchetti - è un sistema che privilegia coloro che hanno già una professione e i pensionati, sfavorendo i giovani alla ricerca del primo lavoro. Non a caso, l’Italia spicca in Europa per il suo alto tasso di disoccupazione giovanile che dimostra ancor di più come il nostro Paese sia tra i pochi, a livello europeo, che ospita giovani di età compresa fra i 30 e i 40 anni, le cui vite dipendono ancora dai prestiti dei genitori». Dunque, la situazione dei lavoratori italiani emerge in tutta la sua precarietà anche grazie a visioni e politiche che finiscono per appesantire il mercato occupazionale. Politiche che nella maggior parte dei casi non rispettano il criterio fondamentale della qualità della vita di relazione:«La vita relazionale dei lavoratori - continua il professor Becchetti - è schiacciata dall’esigenza degli azionisti di creare valore. La conseguenza di ciò è una profonda crisi di valori relazionali che coinvolge tutta Europa in una perdita di senso da parte del lavoratore».

A fronte di questa realtà ostile, a Pescara da alcuni mesi c’è una speranza in più: il "Progetto Policoro" che è parte integrante di questo ciclo di seminari ed è più che mai punto di raccordo fra i giovani in cerca di lavoro, le loro idee e gli enti ed associazioni operanti nel settore, con i risultati che non tardano ad arrivare. Ad esempio, a fine convegno, i giovani di Confindustria hanno aperto le iscrizioni, fino al 15 Ottobre, rivolte ai giovani dai 18 ai 40 anni per un corso di formazione, della durata di 36 ore ripartite in 9 incontri, che formerà nuovi imprenditori. (di Davide De Amicis)


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