Ricordare i senzatetto per non rimanere indifferenti
La comunità Sant'Egidio organizza una celebrazione in memoria dei senza fissa dimori morti a Pescara.
Ogni anno tanti senza fissa dimora trovano la morte per strada, spesso tra l’indifferenza e la distrazione dei passanti: è l’atto conclusivo di una vita vissuta nella solitudine affettiva e nella precarietà dei mezzi. Di alcuni di essi, provenienti da paesi lontani, è sconosciuto perfino il nome: per costoro anche morire è un problema, l’assenza di documenti e di qualcuno che si occupi della sepoltura rendono anche l’ultimo atto della loro esistenza particolarmente penoso. Domenica 7 febbraio verrà fatta memoria di essi con una celebrazione liturgica al Cuore Immacolato di Pescara, alle 12. L’iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, ha avuto inizio quando, circa vent’anni fa, Modesta Valenti, un’anziana barbona di Roma, morì alla stazione Termini senza soccorsi perché sporca e quindi rifiutata dall’autoambulanza. Durante la liturgia verranno ricordati i senza fissa dimora deceduti a Pescara, come ad esempio Emilio, morto l’8 febbraio di un anno fa: la loro memoria è un atto d’amore e di comunione spirituale che ci invita a superare le nostre indifferenze e i nostri egoismi. (di Gilberto Grasso)