CFE: Comunità Familiari di Evangelizzazione
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La Famiglia: protagonista dell'azione pastorale in parrocchia
Rete di parrocchie della Diocesi per un Progetto di Evangelizzazione fondato sulla forza del sacramento del Matrimonio
L'espressione “Comunità familiari di Evangelizzazione” (CFE) non è inventata, ma presa dalla Lettera alle famiglie di Giovanni Paolo II:
“La comunione dei coniugi dà inizio alla comunità familiare” (Lettera alle famiglie 7).
- Comunità: perché è “la chiesa che si riunisce nella tua casa”, è comunità perché, come la Chiesa, è formata dalla varietà delle persone.
- Familiare: perché è una comunità che si riunisce in casa e ha come guida gli sposi che vi abitano, che per la grazia del sacramento del Matrimonio e per il mandato del parroco, rendono e attualizzano Gesù che ama la sua Chiesa.
- di Evangelizzazione: che ha come scopo di essere “luce posta sul monte”, chiesa domestica aperta ad altri fratelli e sorelle invitati, dopo aver gustato la presenza di Gesù nel far chiesa anche in casa, a divenire capaci di annunciare a loro volta il Vangelo ai fratelli che hanno perduto l’entusiasmo per la fede.
Che cosa è una CFE?
La CFE è, dunque, in una parrocchia:
1) una “comunità” perché è composta da persone (12-14) di differenti stati di vita (sposati, separati, singoli, consacrati, ecc.), di diverse età, che insieme costituiscono “la chiesa che si riunisce nella tua casa” (Rm 16,15) per lodare il Signore, ascoltare la sua Parola e vivere rapporti di fraternità e di amicizia;
2) “familiare” perché ha come guida una coppia di sposi che, per la grazia del sacramento del matrimonio e per il mandato del parroco, rende presente e attualizza Gesù che ama la sua Chiesa e perché, incontrandosi nelle case, contribuisce a dare forma familiare a tutta la comunità parrocchiale.
3) “di Evangelizzazione”: perché ha come scopo di accogliere e far crescere i nuovi discepoli nel Signore e stimolare ogni membro a evangelizzare all’interno del proprio ambiente di vita. Pertanto è destinata costantemente, come la famiglia naturale, a moltiplicarsi con il maturare ed il crescere dei suoi membri.
4) “in Parrocchia”: perché la CFE inizia, ma non compie la pienezza della vita della Chiesa. La CFE è chiamata ad esprimere visibilmente l’appartenenza all’unico mistico Corpo di Cristo, accogliendone la Sua Parola autorevole e il Corpo eucaristico nella comunità più grande, che è la parrocchia in comunione con il vescovo.
La CFE perciò non è un nuovo metodo aggregativo, bensì potremmo definirla una “articolazione pastorale” che vuol mettere in risalto la rete relazionale umana presente nel territorio e la soggettività sacramentale della famiglia.
La CFE si fonda dunque sul dinamismo naturale per il quale gli sposi gradualmente costruiscono attorno a sé dei legami relazionali che, pur variando d’intensità, come a cerchi concentrici si allargano dai figli, ai parenti, ai vicini, ai colleghi, agli amici. E altresì si fonda soprattutto sulla grazia sacramentale del matrimonio che conferisce agli sposi un dono e un compito specifico nel costruire Chiesa.
La “strategia”, se così la vogliamo chiamare, per diffondere il cristianesimo è sempre stata quella di “entrare nelle case” (cf. Lc 10,1-7) come aveva istruito Gesù perché solo partendo dalla conversione delle coppie di sposi si rispetta l’identità della Chiesa che è chiamata ad essere lievito, parte integrata e integrante della rete relazionale umana.
Lo scopo della CFE è, attraverso l’opera evangelizzatrice di ciascuno dei membri che la compongono, accogliere continuamente nuovi fratelli che sono arrivati finalmente a sperimentare nella loro vita l’immenso amore del Signore. Pertanto una CFE è destinata costantemente, come la famiglia, a generare delle CFE-figlie con il crescere dei suoi membri.
“Secondo il dinamismo tipico di ogni esperienza cristiana ed ecclesiale, da comunità credente ed evangelizzata, la famiglia cristiana diventa comunità evangelizzante. Lo diventa realmente «nella misura in cui accoglie il Vangelo e matura nella fede» (FC 52). Lo diventa per una vocazione radicata nel battesimo e precisata e corroborata col dono sacramentale del matrimonio. Lo diventa, innanzitutto, con il suo stesso “esserci” come famiglia cristiana: come tale, infatti, essa è partecipe del mistero dell'amore di Dio e del suo pieno compimento nella Pasqua di Cristo. Nell'ottica della nuova evangelizzazione, il contributo delle famiglie per la testimonianza e l'irradiazione del Vangelo assume grande importanza e può rivestire diverse forme. In particolare, risulta opportuna l'opera di coppie e famiglie che mettono a disposizione la loro casa per momenti di ascolto della Parola di Dio e sanno chiamare a questo confronto altre coppie e famiglie del quartiere o del vicinato” (Direttorio Pastorale Familiare 141).
Il sistema delle CFE non è un nuovo metodo aggregativo, bensì si tratta di una “articolazione pastorale” della parrocchia che vuol mettere in risalto la rete relazionale umana presente nel territorio e la soggettività sacramentale della famiglia.
Per saperne di più:
http://www.parrocchiabovolone.it/
- Parrocchie aderenti al Progetto
- Elenco delle Parrocchie della Diocesi aderenti al Progetto CFE
- Cosa prevede il Progetto
- Tappe di preparazione per partire con le CFE in parrocchia