Orientamenti Diocesani
Sussidio Diocesano per la strutturazione dei corsi di preparazione al Matrimonio
Orientamenti metodologici per i percorsi di preparazione al sacramento del matrimonio
«È tempo di grazia. Il fidanzamento, infatti, trae forza dal battesimo e dalla stessa vocazione coniugale che attende di essere concretizzata; è tempo di formazione caratterizzato da una propria spiritualità; è tempo di testimonianza e azione ecclesiale, con le caratteristiche di una specifica solidarietà. Come tale, il fidanzamento è grazia: è un dono di Dio comunicato ai giovani interessati. Con questo dono essi sono resi capaci di maturare in un amore che è partecipazione a quello di Cristo e che va sempre più acquisendo la sua misura, come pure sono sorretti e guidati verso questo stesso ideale di amore. Nello stesso tempo, il fidanzamento è occasione per vivere e crescere nella grazia: si presenta come momento privilegiato di crescita nella fede, di preghiera e di partecipazione alla vita liturgica della Chiesa, di esperienza vissuta della carità cristiana, da parte di ogni coppia di fidanzati e di tutti i fidanzati insieme».
(Cei, Direttorio di pastorale familiare, n. 43)
INDICE
PREFAZIONE S.E. Mons. Arcivescovo
1) ORIENTAMENTI GENERALI
• Introduzione
• Finalità pastorali
• Esortazioni pastorali
2) INDICAZIONI METODOLOGICHE
3) TRACCE PROGRAMMATICHE DEL PERCORSO DI PREPARAZIONE
4) AUSILIO DIOCESANO
PREFAZIONE
Ritengo che la preparazione al matrimonio sia un momento privilegiato e particolarmente fecondo nella vita della Chiesa a servizio dei fratelli e delle sorelle. Oggi più che mai c’è l’urgenza di accogliere, ascoltare e accompagnare i fidanzati.
La scelta di offrire un sussidio è per dare degli orientamenti su come preparare gli sposi, in riferimento alle tematiche, ma soprattutto in riferimento alla metodologia, cercando cioè di coinvolgere le coppie di sposi, facendole essere sempre più protagoniste e non semplici fruitori di un percorso di formazione.
Auspico che in base a questa modalità di preparazione siano coinvolte il maggior numero possibile di coppie di coniugi per seguire i fidanzati e soprattutto per testimoniare l’amore di Cristo attraverso il loro amore coniugale.
Questo sussidio vuol essere un orizzonte ed una pista verso cui siamo chiamati ad andare, cercando di camminare sempre più in comunione.
Il Dio di Abramo e Sara, Giacobbe e Rachele, Isacco e Rebecca ci guidi e ci sostenga.
Maria, Regina della Chiesa e della Famiglia, vegli sul nostro cammino.
+ Tommaso Valentinetti, Vescovo
A) ORIENTAMENTI GENERALI
Introduzione
La famiglia é il primo ambito in cui l’annuncio del Vangelo della carità può essere da tutti vissuto e verificato in modo semplice e spontaneo: marito e moglie, genitori e figli, giovani ed anziani. Il rapporto di reciproca carità fra l’uomo e la donna, prima ed originaria immagine dell’amore trinitario di Dio, la fedeltà coniugale, la paternità e maternità responsabile e generosa, l’educazione delle nuove generazioni all’autentica libertà dei figli di Dio, l’accoglienza degli anziani e l’impegno di aiuto verso le altre famiglie in difficoltà fanno della famiglia la prima e vivificante cellula da cui ripartire per tessere rapporti di autentica umanità nella vita sociale (Evangelizzazione e testimonianza della carità, n. 30).
Il matrimonio dovrebbe essere considerato prima di tutto una “grazia” e una “vocazione”, una risposta quindi ad una chiamata, poi una scelta. Appartiene dunque ai doni gratuiti soprannaturali, frutto del progetto eterno di Dio, che ci ha pensato uomini e donne in Cristo “salvatore del suo corpo” (Ef 5,23).
Il percorso di preparazione al matrimonio costituisce un momento provvidenziale e privilegiato per quanti si orientano verso questo sacramento cristiano. Un periodo di tempo in cui Dio interpella i fidanzati e suscita in loro il discernimento per la vocazione matrimoniale e la vita alla quale introduce. Accompagnare i fidanzati nel loro percorso di preparazione umana e spirituale che culminerà nella celebrazione del sacramento del matrimonio è un compito pastorale di notevole importanza. Esso è affidato prevalentemente ai presbiteri ma non solo ad essi. Si deve riconoscere e valorizzare anche la preziosità del ministero coniugale. Alcune coppie di coniugi, spiritualmente ben preparate e con un minimo di formazione, possono e devono accompagnare i fidanzati lungo questo percorso di preparazione. Esse aiuteranno infatti i futuri sposi, anche con testimonianze ed esperienze concrete, ad elaborare un progetto di vita cristiana conforme ai dettami del Vangelo di Cristo e della sua Chiesa.
Finalità pastorali
Gli scopi principali del percorso di preparazione al matrimonio sono:
- aiutare i fidanzati a riscoprire i fondamenti della propria fede. Si proporrà loro di compiere un cammino di fede i cui contenuti permettano loro di comprendere meglio l’importanza fondamentale della grazia nel matrimonio cristiano. Si potrà così completare o, se necessario, rifondare l’iniziazione cristiana a livello catechistico e sacramentale;
- aiutare i fidanzati nella loro crescita umana e spirituale durante l’ultimo periodo del fidanzamento in prossimità della celebrazione del matrimonio cristiano. Li si condurrà a partecipare in modo attivo e consapevole al rito del matrimonio in modo da sentirsi parte viva della comunità ecclesiale;
- rendere edotti i fidanzati sulla realtà del matrimonio cristiano al quale si avvicinano, così che lo possano celebrare non solo in modo valido e lecito, ma anche con maggiori frutti spirituali;
- sollecitare i fidanzati a far sì che la celebrazione del loro matrimonio divenga una tappa significativa e basilare del loro cammino di fede, ispirando loro la necessità di continuare questo cammino anche nella nuova vita coniugale e familiare.
Ogni parrocchia dovrebbe formulare un progetto di pastorale giovanile che comprenda anche l’educazione all’affettività dei giovani, in modo da accompagnare i fidanzati durante tutto il tempo del fidanzamento.
L’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare in collaborazione con l’Ufficio di Pastorale Giovanile propone due progetti di aiuto per la formazione e l’accompagnamento dei giovani:
1) percorso annuale di formazione all’amore con incontri a cadenza mensile;
2) percorso biennale di discernimento vocazionale al matrimonio con incontri a cadenza mensile (Lui e Lei, camminarti accanto), presente in Diocesi da circa dieci anni.
In tal modo la preparazione non sarà concentrata solo in pochi incontri prima della celebrazione del sacramento che risulterebbe così svilito e privato del suo profondo significato anche spirituale.
Un progetto del genere porterà ad una comprensione maggiore della propria fede e ad una testimonianza sempre più convinta e consapevole nella vita cristiana.
La finalità del percorso di preparazione al sacramento del matrimonio è quella di rendere consapevoli i fidanzati:
- della naturalezza e della bellezza del rapporto matrimoniale nel piano di Dio;
- che la loro piena consapevolezza e la loro libertà di consenso saranno il vero fondamento della loro unione;
- delle motivazioni profonde che ispirano la Chiesa a sancire l’unità e l’indissolubilità matrimoniale;
- dell’importanza della fecondità nella coppia, di arrivare ad una paternità e ad una maternità responsabile;
- della gioia di arrivare a vivere in pienezza una sana sessualità e di comprenderne appieno anche gli aspetti spirituali;
- della fondamentale importanza, anche per l’intera comunità cristiana, di educare i propri figli cristianamente secondo la grazia ricevuta.
Esortazioni pastorali
Durante il percorso di preparazione al matrimonio si potranno anche curare altri aspetti più prettamente attinenti al contesto socio-culturale ma sempre nell’ottica della piena realizzazione di un sacramento cristiano.
A titolo di esempio si potranno invitare degli esperti (possibilmente coppie) che potranno esporre ai fidanzati la visione della Chiesa in tema di bioetica, procreazione assistita, ecc. Così come si potranno invitare esperti in diritto matrimoniale, in sessuologia, in pedagogia o psicologia o in qualunque altro tema di carattere pratico riguardante la vita di coppia.
Durante questo percorso di preparazione al matrimonio si raccomanda di condurre gli incontri sempre in un clima di dialogo, amicizia e preghiera con la partecipazione di pastori e catechisti.
Si raccomanda una particolare sollecitudine nello stimolare i fidanzati a comprendere l’importanza di un’assidua frequentazione dei sacramenti, specie quelli della Riconciliazione e dell’Eucaristia. Si raccomanda altresì di rafforzarli nei valori che riguardano la difesa della vita.
La preparazione sia inoltre accompagnata da sincera e profonda devozione a Maria, Madre della Chiesa e Regina della famiglia. Si aiutino i fidanzati a riconoscere e a rendere viva la presenza di Maria non solo nella grande Chiesa, ma anche nella famiglia, piccola chiesa domestica.
E’ auspicabile infine che le giovani coppie siano invitate, specie nei primi anni di vita coniugale, ad incontri post-matrimoniali o a veri e propri percorsi di spiritualità coniugale da svolgersi nelle parrocchie, nelle foranie o in diocesi, come previsto dal Direttorio per la Pastorale della Famiglia.
B) INDICAZIONI METODOLOGICHE
I veri cardini dell’accompagnamento che si offre ai fidanzati sono lo stile e i criteri pedagogici che la Chiesa ha acquisito nella sua complessa e ricca vicenda di annunciatrice del Vangelo di Cristo:
La pedagogia della fede terrà nel debito conto tutte quelle attenzioni e gli atteggiamenti conseguenti, ispirati al comportamento di Cristo: l’accoglienza dell’altro come persona amata e cercata da Dio; l’annuncio schietto e lieto del Vangelo; uno stile di benevolenza sincera, rispettosa e cordiale; l’impiego intelligente di tutte le risorse della comunicazione interpersonale.[1]
Il percorso di preparazione al matrimonio deve essere inteso come un vero e proprio cammino di fede e dovrebbe essere articolato in un numero minimo di 15 incontri (anche di più se le condizioni strutturali e temporali lo permettono). Gli argomenti trattati nei vari incontri potranno essere affrontati sia dal parroco che da altri sacerdoti, da persone competenti e di comprovata serietà (sessuologi, avvocati, psicologi, ecc.), ma soprattutto da coppie di sposi, cosiddette “animatrici” (adeguatamente formate e preparate a livello umano e spirituale), in una dimensione metodologica basata essenzialmente sull’animazione.
L’articolazione degli incontri si svilupperà secondo una metodologia innovativa, originale, coinvolgente e significativa. Alcuni incontri saranno a carattere plenario e si svolgeranno in parrocchia, altri che coinvolgeranno gruppi composti da cinque o sei, massimo sette coppie, si svolgeranno nelle case delle coppie-animatrici. Dove questo non è possibile si possono utilizzare i locali parrocchiali, dividendo i fidanzati in sottogruppi e assegnando loro una coppia animatrice di riferimento.
Gli incontri a carattere plenario, svolti nella sala parrocchiale, saranno tenuti dal parroco al quale è affidata, in particolare, la spiegazione della dimensione sacramentale del matrimonio e da altre figure specialiste nel campo giuridico, psicologico e medico-sessuale. In base alla loro preparazione è auspicabile che anche alcuni temi vengano trattati dalle stesse coppie-animatrici. Durante gli incontri, la Parola di Dio, la cui scelta sarà sempre attinente all’argomento della serata, verrà proposta in maniera significativa, aprendone la trattazione; a conclusione una preghiera, sempre coerente al contesto, verrà recitata dai fidanzati. Sarà molto importante la presenza a tutti gli incontri delle coppie animatrici.
Nelle riunioni che, in gruppi ristretti, si svolgeranno nelle case delle coppie animatrici si cercherà di creare un clima molto familiare. Tale esigenza scaturisce dalla necessità di considerare i fidanzati come soggetti attivi di questo cammino, offrendo loro le condizioni più adatte a facilitare una condivisione vera e profonda. La giusta preparazione dell’accoglienza permetterà di creare un clima familiare, facendo respirare loro quell’aria domestica alla quale fin da principio si mostreranno curiosamente interessati. Infatti l’ingresso nelle case di questo iniziale gruppo di sconosciuti sarà accompagnato dallo stupore dimostrato per l’accoglienza ricevuta che sempre ben predispone, aiutando notevolmente a superare iniziali diffidenze e chiusure.
L’intento di tali “incontri casalinghi” (nelle case delle coppie-animatrici) è quello di mostrare il volto umano della Chiesa, offrendo nella massima sincerità la propria esperienza di matrimonio, mettendo a servizio dei fidanzati il proprio vissuto, con le sue gioie e le sue difficoltà, dimostrando loro che non esistono “coppie modello” ma persone che insieme percorrono un cammino con la volontà di vivere il loro futuro matrimonio “puntando in alto”, non scoraggiati dalle difficoltà che questa scelta comporta, ma consapevoli di poter contare sempre su quel supplemento di amore divino che trasforma e trascende l’amore umano. Dall’ingresso nella loro casa la coppia animatrice diverrà “una di loro”, per fare “con loro” un cammino di crescita umana e spirituale. Diverrà anche testimone della famiglia cristiana che apre la propria casa ai fratelli e sorelle che incontra sul proprio cammino.
È consigliabile preparare la casa in modo adeguato: un tavolino al centro o in un lato della sala, con sopra una icona o una croce, una Bibbia aperta, dei fiori semplici e una candela. Sono piccoli ma importanti segni: ci si riunisce in nome di Cristo e si crede nella sua presenza.
Gli incontri si apriranno con una preghiera semplice e con una Parola contestualizzata.
Successivamente, la coppia animatrice introdurrà il tema dell’incontro, che sarà quello dell’incontro precedente parrocchiale o un nuovo tema. È opportuno utilizzare delle “schede di lavoro” per la condivisione del tema,[2] in modo che i fidanzati abbiano una traccia chiara di riferimento su cui partire per la condivisione.
Inizia così il giro (se opportuno anche due giri) di condivisione sull’argomento. Ognuno dei fidanzati dovrà sentirsi “preso sul serio” dalla coppia animatrice, che dovrà sempre rispettare l’altrui punto di vista, cercando di non censurare ma di rendere fruttuosi i vari interventi. Accogliendo tutti gli interventi, anche quelli “volutamente provocatori” che il più delle volte, se ben gestiti, fungono proprio da stimolo a conversazioni profonde e molto animate.
Alla fine della condivisone, se lo riterrà opportuno, la coppia animatrice darà la propria testimonianza sul tema e aiuterà, se necessario, i fidanzati a comprendere meglio il tema dell’incontro, cercando di riportare il tutto alla visione della Chiesa sulla vita, sulla coppia, sulla famiglia e sulla sessualità, superando eventuali preconcetti e pregiudizi.
Nello svolgimento di tale compito, come detto, dovranno basarsi essenzialmente sul proprio vissuto, ma senza trascurare l’approfondimento e lo studio delle tematiche oggetto di discussione.
Questo potrà anche essere il momento per porre delle domande o chiarire eventuali dubbi, ovvero il momento dello scambio e della verifica.
Seguirà un breve momento di preghiera finale.
L’incontro potrà concludersi con un momento di convivialità, allietato da eventuali vivande e bevande, in cui le coppie potranno sentirsi libere di relazionarsi tra loro in un clima di sincera familiarità.
C) TRACCE PROGRAMMATICHE DEL PERCORSO
Gli incontri di preparazione al sacramento del matrimonio potrebbero svolgersi a cadenza settimanale o quindicinale, seguendo un programma affisso in Parrocchia.
Sarebbe opportuno che ogni parrocchia nella scelta del periodo in cui fare abitualmente il percorso di preparazione tenga presente anche le altre parrocchie, in modo tale che in ogni momento dell’anno pastorale ci sia sempre, nella forania o nella diocesi, una parrocchia che svolga il suddetto percorso.
Qui di seguito delineiamo le tracce programmatiche e le sedi proposte dei vari incontri:
1. INAUGURAZIONE DEL PERCORSO (parrocchia): durante questo primo incontro, dopo un breve momento di preghiera, si procede all’iscrizione nominativa delle varie coppie e alla successiva divisione nei vari sottogruppi, assegnati a ciascuna coppia-animatrice; segue la presentazione, da parte del parroco o sacerdote, dell’equipe-guida con l’esposizione sommaria del programma, ma soprattutto della metodologia adottata; poi si consegna il sussidio cartaceo con la presentazione delle varie tematiche trattate e si conclude con un Padre Nostro.
2. INCONTRO DI PRESENTAZIONE (gruppi): durante il primo incontro per sottogruppi nelle case delle coppie-animatrici si approfondisce la conoscenza in un clima familiare, ripercorrendo le principali tappe della propria storia di coppia. Si può dare una traccia di domande per aiutare i fidanzati nella presentazione.
3. ANNUNCIO DELLA FEDE (parrocchia): il sacerdote o una coppia annunciano il kerygma, l’amore di Dio che si è manifestato in Gesù Cristo, ripercorrendo le tappe della storia della salvezza. Risulta utile e feconda la prospettiva nuziale: sia l’Antico Testamento che il Nuovo esprimono l’amore di Dio mediante una simbologia in chiave nuziale (Deus Caritas est, 9ss.). Questa prospettiva, radicata nella Scrittura, permette il primo annuncio del Vangelo in modo adeguato alla condizione esistenziale dei fidanzati.
4. NOI DUE E… DIO (gruppi): attraverso una “scheda di lavoro” le coppie si interrogheranno sulla presenza di Dio nella loro vita personale e di coppia.
5. LA FAMIGLIA NEL PROGETTO DI DIO (parrocchia): il sacerdote o una coppia-animatrice spiega i passi principali della Bibbia inerenti alla realtà coniugale: Gen 1-3; Osea; Gv 2. In modo da mostrare come la Parola di Dio mette in risalto le caratteristiche principali dell’amore coniugale: responsabilità, fecondità, fedeltà, totalità e unicità.
6. LA COMUNICAZIONE NELLA COPPIA (gruppi): la base di ogni relazione, a maggior ragione quella coniugale, è la capacità di comunicazione efficace. La coppia-animatrice introduce il tema sulla comunicazione di sentimenti e sulla possibilità di rendere proficua ogni discussione. Il dialogo profondo è la “chiave di volta” di ogni relazione d’amore.
7. LA DIMENSIONE SESSUALE NELLA VITA DI COPPIA (parrocchia): il sacerdote o un professionista del campo insieme ad una coppia di sposi illustrerà gli aspetti della dimensione sessuale nella vita di coppia. Si aiuteranno i fidanzati a comprendere il fine vero della sessualità come dono sincero di sé all’altro e non come pura e semplice ricerca di un piacere fine a sé stesso. Si potrà così anche dare un giusto risalto alla dimensione prettamente unitiva e procreativa del rapporto sessuale.
8. NOI DUE E… LA CHIESA
(gruppi): attraverso
una scheda di lavoro le coppie si interrogheranno sulla funzione della Chiesa,
sacramento di Cristo, mettendo in risalto che anche loro costituiscono la Chiesa, corpo di Cristo. È
importante che la coppia-animatrice lasci massima libertà ai fidanzati di
esprimere le loro perplessità e opinioni sull’istituzione chiesa.
9. I SACRAMENTI NELLA VITA DELLA CHIESA E IL SACRAMENTO DELLE NOZZE (parrocchia): il sacerdote illustra la Chiesa come “sacramento universale di salvezza”; i sette Sacramenti, quali interventi di Dio nella nostra vita; si soffermerà poi in particolare sulla specificità del sacramento del matrimonio (Ef 5) e sull’amore coniugale quale specchio dell’amore di Dio verso gli uomini.
10. PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILI – aspetti morali del matrimonio (parrocchia): una coppia ben preparata o un esperto del consultorio precisa l’importanza e la responsabilità della scelta di essere genitori, la morale cattolica in merito all’apertura alla vita, illustrando i vari metodi contraccettivi e spiegando i metodi naturali di fecondità.
11. APERTURA ALLA VITA (gruppi): è opportuno un incontro nelle case delle coppie-animatrici che dia la possibilità agli sposi di tornare a riflettere, attraverso una scheda di lavoro, sul tema dell’apertura alla vita e dare loro la possibilità di condividere le loro esperienze e risonanze sul tema, nonché le perplessità e le paure.
12. INCONTRO CON I GENITORI DEI FIDANZATI (parrocchia): sempre più risulta evidente il ruolo decisivo che le famiglie d’origine hanno nelle dinamiche della nuova famiglia che si va costruendo. Pertanto, se possibile, è importante incontrare i genitori dei fidanzati, eventualmente con l’aiuto di un esperto nel campo, spiegando loro i giusti atteggiamenti che devono assumere dopo il matrimonio dei loro figli.
13. LITURGIA PENITENZIALE (parrocchia): a questo punto del corso, si può offrire l’opportunità alle coppie di accostarsi (per alcune ri-accostarsi dopo molto tempo) al sacramento della Riconciliazione, in una liturgia penitenziale ben curata.
14. CELEBRAZIONE EUCARISTICA (parrocchia): sempre nell’ottica di una riscoperta consapevole dei sacramenti e della vita cattolica, è opportuno proporre un’Eucaristia serale, nella quale il sacerdote illustra man mano i momenti fondamentali della celebrazione, anche in relazione a quanto già detto sui sacramenti. È importante che sin dall’inizio del corso i fidanzati vengano invitati a partecipare alla Messa domenicale parrocchiale.
15. ASPETTI LEGALI DEL MATRIMONIO (parrocchia):
un esperto illustra gli aspetti giuridici del matrimonio civile e del regime
patrimoniale della famiglia; eventualmente può farsi supportare dal parroco o
sacerdote che ne sottolinea le peculiarità dal punto di vista del diritto
canonico.
16. RITO DEL MATRIMONIO (parrocchia): il parroco, insieme ad una coppia-animatrice, spiega il rito del matrimonio, mettendo in risalto la ricchezza eucologica, liturgica e biblica del rito. Spiega altresì gli adempimenti burocratici canonici e le varie forme di celebrazione del nuovo rito matrimoniale.
17. PREPARAZIONE LITURGICA DEL PROPRIO
MATRIMONIO (parrocchia o casa):
sarebbe auspicabile che una coppia-animatrice aiuti i fidanzati a scegliere le
letture, i canti, la preghiera dei fedeli, una eventuale preghiera degli sposi
ed eventualmente anche a preparare un libricino per gli invitati.
18. FESTA DIOCESANA DEI FIDANZATI: le coppie sono invitate, durante il percorso formativo, a partecipare alla Festa dei Fidanzati Diocesana, appuntamento ormai consolidato da più di dieci anni nella nostra Diocesi, come momento di approfondimento spirituale e di comunione con tutta la comunità diocesana.
19. S. Messa conclusiva del percorso (parrocchia): sarebbe opportuno concludere il percorso con una S. Messa, in modo da presentare le coppie di fidanzati a tutta la comunità parrocchiale, inserendo durante la celebrazione eucaristica la Benedizione dei fidanzati.
D) AUSILIO DIOCESANO
Per tutte le necessità inerenti un corretto svolgimento del percorso di preparazione al sacramento del matrimonio i parroci della Diocesi potranno far riferimento all'Ufficio di Pastorale Familiare, che è appunto l’organismo referente della Chiesa locale per le attività di promozione cristiana del matrimonio e della famiglia.
Infatti tra gli scopi dell’Ufficio Famiglia c’è quello di essere al servizio della Chiesa locale verso la coppia e la famiglia per aiutarle a scoprire e a vivere la loro vocazione e missione secondo il disegno di Dio, in ogni fase della loro esistenza. (cf. FC 77-86)
I parroci della Diocesi sono invitati a far partecipare le proprie coppie-animatrici alle attività promosse annualmente dall’Ufficio sia di carattere formativo-teologico (corsi specifici di formazione, seminari, convegni) sia di carattere più prettamente spirituale (ritiri, giornate di spiritualità, veglie di preghiera).
L’Ufficio Famiglia Diocesano mette a disposizione materiale, schede di lavoro e sussidi per la programmazione e la strutturazione degli incontri.
Pescara, 25 Novembre 2007
Solennità di Gesù Cristo Re dell’universo.
Memoria liturgica dei coniugi beati Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi.
[1] CEI - Commissione episcopale per la dottrina della fede l’annuncio e la catechesi, Questa è la nostra fede. Nota Pastorale sul primo annuncio, n. 20.
[2] Nella finestra (qui sotto) "schede di lavoro" per i fidanzati trovate materiale e schede di lavoro per la condivisione dei sottogruppi nelle case, da poter scaricare.