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Missioni Diocesane

La nostra Diocesi non aveva mai avuto missioni ad gentes. E' stato l'attuale vescovo Valentinetti a cominciare a parlarne al presbiterio nel 2010. Il primo gemellaggio è stato fatto con la Diocesi di Sapa nel nord dell'Albania! A due passi da casa in realtà, eppure...


  • Missione Albania

L’attività missionaria - scrive il Papa - «rappresenta, ancor oggi, la massima sfida per la Chiesa» e «la causa missionaria deve essere la prima». Che cosa succederebbe se prendessimo realmente sul serio queste parole? Semplicemente riconosceremmo che l’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa. In questa linea, i Vescovi latinoamericani hanno affermato che «non possiamo più rimanere tranquilli, in attesa passiva, dentro le nostre chiese» e che è necessario passare «da una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria». Questo compito continua ad essere la fonte delle maggiori gioie per la Chiesa: «Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione» (Lc 15,7).

Papa Francesco (EG,15)

Progetto "Vllaznia"

 

E' un progetto di cooperazione tra la diocesi di Pescara (Italia) e la diocesi di Sapa (Albania) per crescere nel dialogo, nella comunione, nell'arricchimento reciproco... insomma nella "vllaznia", nella fraternità...

Come nasce il progetto Vllaznia?

«Il progetto nasce dal desiderio della nostra Chiesa di crescere nella missionarietà e nella relazione con una chiesa sorella, puntando sulla collaborazione e sul lavoro fianco a fianco in una posizione di scambio e di parità e non di distanza tra "benefattore" e "povero". Vogliamo lasciarci provocare dai bisogni dell’altro, ma agendo come fratelli, ecco perché Vllaznia che in albanese significa proprio fratellanza. La scelta della diocesi di Sapa, nel Nord dell’Albania, non è stato un caso, ma frutto di una amicizia nata e coltivata grazie all’esperienza di campi estivi dei giovani di vari movimenti e gruppi parrocchiali».

Quali le attività già avviate?

«La diocesi di Pescara-Penne ha deciso di impegnarsi in questo gemellaggio per 10 anni, per dare una chiara testimonianza della solidità e per instaurare un legame stabile,  non un intervento spot che serva solo a creare aspettative e illusioni. La vicinanza fisica dell’Albania permette la costanza e la dedizione dell’intervento, attraverso una presenza che si può rinnovare nel tempo. Finora sono stati già fatti dei viaggi di analisi della situazione per individuare i bisogni e gli interventi più necessari e stringenti. Quest’estate inoltre due gruppi, uno di 8 educatori dell’Azione Cattolica pescarese e un altro della Pastorale Giovanile sono partiti per entrare in dialogo con la realtà albanese. Il sostegno è anche materiale: proprio in questi giorni sono partiti due furgoni carichi di alcuni beni per le persone della diocesi albanese, in particolare oltre ad indumenti e coperte, abbiamo offerto alcune carrozzine per disabili e attrezzature ludiche».

Quali gli ultimi interventi?

«Gli ultimi interventi sono stati la costruzione di una casa parrocchiale nella città di Mabe, che possa essere di utilizzo della parrocchia per le attività pastorali, di catechesi e di animazione, ma che diventi anche la sede e l’alloggio per i volontari pescaresi che man mano si avvicenderanno in campi lavoro e di evangelizzazione.  Inoltre si continua a dare sostegno alla Caritas di Sapa, che segue e sostiene, non solo economicamente, circa 130 famiglie in condizioni di povertà estrema. Indigenza accentuata anche dalla conformazione geografica del territorio di montagna e  dalla rassegnazione: un operatore albanese ha ribadito, nella nostra ultima visita, il lavoro motivazionale svolto dalla caritas e l’importanza di aiutare le famiglie di Sapa a "muoversi" per costruire il proprio futuro».

Come sarà coinvolta la nostra diocesi?

«In molto simile al sostegno che tante Caritas parrocchiali danno alle famiglie dei propri quartieri. Preferiamo la forma del sostegno a distanza: sarà possibile affiancarsi ad una famiglia di Sapa con la fornitura di un pacco viveri mensile. Il sostegno, però, non vuole essere solo economico. I sostenitori saranno informati sulla situazione delle famiglie aiutate e potranno avere notizie più dirette attraverso i volontari dei campi lavoro o di evangelizzazione. Nel progetto, inoltre, sono coinvolti un po’ tutti gli uffici di pastorale della diocesi. In particolare attraverso l’ufficio famiglia e la pastorale giovanile si favorirà la presenza e l’esperienza di comunione sul territorio di Sapa. Sta maturando, inoltre, l’idea di inviare presenze stabili sul territorio: famiglie e giovani della nostra diocesi che condividano per un periodo più o meno lungo, la quotidianità con le persone della diocesi albanese e diventino segno concreto di una presenza. Il vero sostegno e il vero aiuto non nasce dall’offerta del superfluo, ma dalla condivisione di tutto noi stessi».

 

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