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Commercio Equo e Solidale

Vai su di un livello

E' un approccio alternativo al commercio tradizionale che vuole riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l'accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori

Perché

Per garantire ad ogni produttore una giusta ricompensa del proprio lavoro.

‑ Nel commercio tradizionale al piccolo produttore del Sud del mondo rimane solo il 2‑3% del prezzo finale pagato dal consumatore; nel circuito del commercio equo invece il 27‑28% di quanto pagato al momento dell'acquisto va al produttore.

‑ I paesi impoveriti del Sud del mondo esportano soprattutto materie prime (circa l'80% delle loro esportazioni); nello stesso tempo importano manufatti dai paesi del Nord, con una quota che supera il 70% delle importazioni.

- Sono le ragioni di mercato, dominato dalle multinazionali del Nord, a fissare i termini di scambio, che sono decisamente sfavorevoli per i produttori del Sud.

Che cos'è

L'idea del commercio equo e solidale nacque in Olanda circa trent’anni fa, da parte di alcuni organismi che già erano presenti nei paesi del Sud con progetti di sviluppo al servizio dei più poveri. Come primo passo aiutarono gruppi di contadini e di artigiani ad organizzarsi in cooperative capaci di raccogliere i loro prodotti per avviarli parte sui mercati locali e parte all'esportazione. Contemporaneamente in Olanda fu fondata una cooperativa di importazione per far entrare nel Paese i prodotti di questo commercio alternativo e si aprirono dei punti vendita che furono battezzati "botteghe del mondo". L'iniziativa si diffuse ben presto in tutta Europa.

Il principio di fondo del commercio equo e solidale è di garantire ai produttori del Sud un compenso equo del loro lavoro. Nel commercio tradizionale questo obiettivo è ostacolato dalla presen­za di commercianti locali e internazionali che esercitano una mediazione strangolatrice.

Come si agisce

Si privilegia l'acquisto di alcuni prodotti alimentari come il caffè, il the, il cacao, lo zucchero di canna, le spezie... e diversi tipi di prodotti artigianali provenienti da piccole cooperative di agricoltori e artigiani dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina, reperibili nelle botteghe del mondo ormai diffuse in tutta Italia.

Per saperne di più

Botteghe del Mondo più vicine:

Bibliografia:

  • Andrea Reina, Un mercato diverso – Guida al commercio equo e solidale, EMI
  • Coop. CTM/MAG, Guida al commercio equo e solidale, Coop. CTM/MAG
  • Coop. Pangea, Guida al consumo solidale, Coop. Pangea
  • Ass. Ad Gentes, Aprire gli orizzonti – Il commercio equo e solidale una via possibile, Ass. Ad Gentes
  • Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Geografia del Supermercato Mondiale, EMI
  • Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Lettera ad un consumatore del nord, EMI
  • Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Predatori, predati e opportunisti, EMI
  • Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Sulla pelle dei bambini, EMI
  • Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Nord-Sud Nuove alleanze per la dignità del lavoro, EMI
  • Francesco Gesualdi, Manuale per un consumo responsabile, Feltrinelli

Riviste:

  • Altreconomia: per una informazione altra sull'economia e su tutto ciò di altro che si muove in Italia. Rivista edita da CTM – Equomercato – Robe dell’Altro Mondo – Cric – Centro Nuovo Modello di Sviluppo e Terre di Mezzo www.altreconomia.it

Siti Internet:

Materiali on line:




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