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Benedetta

La storia della nostra amica e il racconto del campo vocazionale

Iniziare anni fa un cammino, sentirsi a volte arrivata, scoprire che non è così e…ripartire!

Se penso al mio percorso di discernimento, mi viene in mente un sentiero che si inerpica lungo una montagna: a volte si allarga, rende il cammino piacevole e i miei passi procedono veloci, con gusto, uno dopo l’altro. Altre volte la strada si stringe e mi spinge a camminare in fila indiana, seguendo chi è davanti a me, ma senza capire dove sto andando. Altre volte ancora, il sentiero è faticoso, non penso a nulla se non al momento in cui potrò finalmente fermarmi a bere…

Ho iniziato questo cammino ormai quattro anni fa; mi spingevano e mi spingono ancora adesso alcune domande: “in che modo servire nella mia vita e non solo in una piccola parte del mio tempo? Come posso vivere quella Vita e Gioia Piena di cui parla Gesù?”.

Pensavo di avere già a portata di mano delle idee e soluzioni a tali domande. Mi ripetevo che una volta terminata l’università, avrei finalmente seguito quelli che erano i miei sogni. Arrivato quel momento, però, avevo comunque l’impressione che le cose non fossero proprio così, come avevo programmato. Non più da sola, ma accompagnata da un padre spirituale, ho iniziato a conoscermi meglio, ad approfondire i miei desideri e a rendermi disponibile a ciò che accadeva nelle mie giornate.

Il campo vocazionale è stato, per me, come il riposare per qualche giorno in una vallata. Ero appena tornata a Pescara, dopo un anno e mezzo fuori casa, da un’esperienza di servizio civile molto intensa e un anno ricco di incontri, legami e momenti profondi di confronto, ma anche fatto di fatiche e qualche delusione. Sentivo il bisogno di ricomporre un po’ i vari tasselli, perché avevo proprio la sensazione che, dopo aver investito tanto sui miei desideri, mi ritrovassi nuovamente al punto di partenza, senza capirne il senso e forse anche più confusa. In quei giorni ho respirato un po’ di aria buona e mi sono ritrovata a gustare nuovamente lo stare con Gesù! Mi sono accorta che tutte le volte che mi interrogo a lungo sulla mia vita, talvolta corro il rischio di dimenticare la cosa più importante: lo stare con Lui. Invece, in realtà, penso sia proprio questo il motore che, in fondo, non mi fa mai stare ferma. Ovunque mi trovo e con le diverse persone che incontro o con cui condivido un tratto di strada, cerco e sento questo bisogno di trovarLo e incontrarLo.

Quest’anno ho deciso di ripartire da qui.

Vorrei riuscire a non farmi troppe domande, ma semplicemente a stare. Mi porto da questi giorni estivi una frase di Charles de Foucauld: “Mettiti dinnanzi a Gesù come un povero: senza idee, con una fede nuda, ma viva”. Perché quindi non provarci?!?

Benedetta