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L'Ufficio Liturgico Diocesano coadiuva l’Arcivescovo nell’esercizio della missione di moderatore, custode e promotore della vita liturgica nella diocesi

L’Ufficio Liturgico Diocesano, che nella Chiesa locale si propone di curare l’aspetto liturgico in tutte le sue componenti, si configura sia quale strumento di comunione, all’interno della Diocesi e con la Chiesa Universale, sia per favorire la formazione e la comprensione di un aspetto così importante della vita di fede. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ci ricorda che la liturgia è “… il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù” (SC 10); pentecostenon è davvero secondario, allora, il ruolo che gioca, o dovrebbe giocare, la liturgia nel cammino di fede del credente. In quanto azione di Cristo, la liturgia, ci partecipa la sua vita di grazia ed in quanto azione della Chiesa manifesta la comunione col Signore; ecco perché la partecipazione dei fedeli alla liturgia deve essere piena, consapevole e attiva: in questo modo si otterranno quei frutti di vita nuova, di santità, che costituiscono l’essenza propria dell’essere cristiani. Come insegna la Chiesa, madre e maestra, la partecipazione consapevole alla liturgia si costruisce facendola precedere dall’evangelizzazione, dalla fede e dalla conversione; solo così non sarà difficile trarre frutti nella nostra vita: “la vita nuova secondo lo Spirito, l’impegno nella missione della Chiesa ed il servizio della sua unità” (CCC 1071). È quindi compito della Chiesa istruire i fedeli, attraverso l’evangelizzazione, sull’importanza della liturgia, sui suoi contenuti, i segni, le espressioni e i significati. Non và sotteso, a tal proposito, che la liturgia ha in se stessa un profondo valore “mistagogico”: il modo migliore per capire la liturgia è, cioè, celebrare, con l’aiuto di guide liturgiche preparate e convinte. Limitare, ovvero “tagliare pezzi” della liturgia, non solo va contro la comunione della Chiesa, ma impedisce ai fedeli di sperimentare pienamente la partecipazione al Mistero della salvezza. In questo senso, allora, l’Ufficio Liturgico Diocesano può costituire uno stimolo a “celebrare bene” e un aiuto alle comunità parrocchiali bisognose di formazione. Norme liturgiche particolari emanate dall’Ufficio, come anche il modo di ordinare le diverse celebrazioni diocesane, possono essere strumenti per crescere nella citata comunione. Prevedere incontri di formazione per sacerdoti e laici (tutti abbiamo bisogno di riscoprire qualcosa a proposito di liturgia) può sostenere quello sforzo di crescita che ha come fine la partecipazione consapevole e attiva.

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